IL CAMMEO DI “SEX AND THE CITY” – Gioielli d’autore made by Scognamiglio

Galleria

Questa galleria contiene 1 immagine.

Non trovate curioso che quando si vuol dire ‘un capolavoro, un gioiellino’ riferendosi ad esempio ad una apparizione, o una parte in film, in una canzone o un disco, oppure anche in un testo scritto di varia natura, si usi … Continua a leggere

Eccellenze dalla terronia 2: matrimonio royal, camicia pugliese/Inglese

Quando uno con la camicia ci nasce, non ha bisogno poi di farsela fare; ma evidentemente   se il camiciaio è un artigiano del calibro di Angelo Inglese, from Ginosa (Taranto, Puglia), un’eccezione persino il principino William la può fare.

Angelo Inglese, altro terrone doc che, esattamente come nel “caso Boellis”, porta avanti l’azienda di famiglia attiva dal 1955, ha una clientela niente male, tra ministri giapponesi e tedeschi, turisti illustri ecc… e a un certo punto (sarà stato il nome che è tutto un programma?) gli capita il botto: turisti estivi inglesi, intimi amici del principino, fanno confezionare un souvenir d’Italie su misura per il futuro sposo… e così nasce l’idea, che è stata poi pubblicizzata su blog e giornali di mezzo mondo dal 12 gennaio 2011, di far confezionare la camicia nuziale dall’Inglese made in Puglia.

Lo stile “classico ma innovativo” colpisce perchè unisce tradizione, usi e costumi (è il caso di dirlo…) nostrani con linee innovative e l’artigianato eccelso. La camicia reale, che William mostrerà in tutto il suo splendore solo per gli occhi di Kate, mogliettina prossima, avrà un collo diplomatico da smoking, con punte non tanto rigide, bottonatura nascosta, unico bottone visibile prezioso (a gennaio Angelo lo stava ancora cercando…), asole ricamate a mano con filo di Scozia (forse la Scozia avrebbe qualcosa da ridire in proposito… ma questa è un’altra storia…). Insomma un’impresa mica da ridere.

Sito: Inglese-Abbigliamento Visitando il sito del brand pugliese, nuova icona del lusso (lo dice Luxgallery che ad Angelo dedica un articolo e un’intervista – Luxgallery:Angelo Inglese il lusso made in Italy), ci accoglie un’atmosfera molto simile a quella del sito dei Boellis: eleganza, sobrietà, raffinatezza, antico che sa di buono e di dolcemente malinconico. Certo, andrebbe un attimo rivista la musica di sottofondo (forse ribadire le note di Satie non sarebbe male…), leggermente discutibile… ma l’aria è quella della tradizione che si fa must, la storia e l’educazione che si fanno glamour: lo afferma Angelo nell’intervista a Luxgallery, che l’abitudine alla “qualità” non è una caratteristica individuale, ma qualcosa che gli è stato inculcato fin dalla tenera infanzia. Quel che fa parte del bagaglio culturale di ogni meridionale che si rispetti: “Se devi fare una cosa, falla bene”. Perchè il prodotto finito porta il tuo nome, e la qualità del prodotto vale l’onore di quel nome… alla faccia dei “meridionali indolenti e che non c’hanno voglia di lavorare….”!

Con l’orgoglio campanilistico delle glorie che (al giorno d’oggi) solo il Made in Italy riesce a conquistare, e lo stupore che, nonostante tutto, gli italiani caparbi, creativi, geniali riescano sempre a farsi valere… auguriamo ad Angelo Inglese di far fare una gran bella figura allo sposo il giorno delle nozze (29 Aprile prossimo), e di continuare a fornirci motivi d’orgoglio. E, magari, speranza.

ps. Quanto costerà questa meraviglia della camicieria italiana? Non si sa, e Angelo dice che non lo dirà… certo è che se i prezzi alla portata di tutti (Articolo Corriere del Mezzogiorno) partono dai 200 euro… :-P

pps. Auguriamo ad Angelo anche che l’improvvida alluvione a Ginosa del 3 marzo scorso non gli abbia causato danni… e auguriamo altresì ai ginosini di recuperare al più presto attività e case, ma anche la verità su questa vicenda che già appare, come tutte le storie italiane, “oscura”…

fonte: http://terronia.wordpress.com            blog di Angela Teresa Girolamo

Per la serie Eccellenze dalla Terronia: i Boellis e Panama 1924

Dall’articolo del 24 Marzo 2011 (“Barbieri e cappellai, i Boellis firmano i panama presidenziali” di Anna Paola Merone) uscito sul Corriere del Mezzogiorno, apprendiamo che a Napoli dal 1924, esiste un brand che la rivista americana specializzata in articoli di lusso, Robb Report, ha consacrato tra i migliori di nicchia in Italia.Ma andiamo per ordine: chi sono questi Boellis? Nella home page del sito di Panama 1924 ci accoglie una foto d’epoca della Napoli come poteva esser apparsa a don Antonio Boellis, pugliese d’origine, figlio di sarto, che sceglie di emigrare in quella che fino a qualche tempo prima era stata la capitale di un Regno, per cercar fortuna. E a quanto pare, gli è andata bene… in primo piano ci accoglie una silhouette, immaginiamo del signor don Antonio, che cammina dinoccolata con un Panama “sulle ventitrè”, e , sulle note di Erik Satie, scorrono queste parole:

Che caldo torrido quel giorno… un uomo camminava sul lungomare assolato, aveva preferito passeggiare piuttosto che salire su di una carrozzella, voleva godersi lo spettacolo della sua nuova città: Napoli. Con sè, sempre il suo cappello – Panama – un pò stropicciato, quasi in disuso, ma sempre elegante. Era il 1924, in quegli anni il mestiere del barbiere si affiancava spesso a quello di profumiere. E così quell’uomo munito di nient’altro che di arnesi e di acqua di colonia attraversava la città. quell’uomo era Antonio, mio nonno. Da lui Panama 1924… Michele Boellis

Michele e Antonio oggi sono i nipoti di don Antonio che aprì il salone, e i figli di don Peppino che negli anni 60′ trasformò il salone del padre in un vero e proprio salotto per signori, al secondo piano di un lussuoso palazzo nel centro di Napoli, in via Vetriera a Chiaia n°9.

Scopriamo così che il marchio Panama 1924 nel mondo è sinonimo di lusso: lo dice il Robb Report nel 2003 decretandolo uno dei migliori prodotti di nicchia italiani; lo dice il Cosmoprof 2005 che nella rassegna Masterpiece lo elegge tra i primi 6 migliori marchi italiani di profumeria nel mondo. Lo dicono gli illustri aficionados dell’attività e dei prodotti Panama 1924: Giorgio Napolitano, Paolo Villaggio, Carlo Azeglio Ciampi, Katia Ricciarelli, Fiorello, imprenditori e nobili del sud Italia e di tutto il mondo.

Scopriamo così che i terroni sanno essere poeti anche quando tagliano barba e capelli, e che nel mondo di fuori, dove forse non fanno molta differenza tra terroni e polentoni, conta più un cappello fatto a mano, ma con gusto ed eleganza, delle dicerie e gli stolti pregiudizi di lombrosiana memoria…. che bellezza!

fonte: http://terronia.wordpress.com      blog di Angela Teresa Girolamo