Perchè “Terronia”

Perchè siamo qui…!-?

Noi siamo qui per riprendere un filo spezzato. Per capire. Noi siamo qui per non lasciarci abbattere dall’indolenza. Dalla prostrazione e dalla sconfitta inflitte dalla storia. Noi siamo qui per riprenderci la dignità. Per onorare un debito. Siamo qui per riscoprire un’identità perduta. Siamo qui per ridare vigore ad una vite spezzata, recisa, arsa e lasciata spirare. Siamo qui per saldare un conto. Qui per testimoniare un risveglio. Siamo qui a ribadire che nulla è perduto, per sempre, che si può ricominciare una volta che si sia fatto posto tra le macerie del passato. Siamo qui per ricostruire, non per distruggere. Per unire, e non per dividere. Siamo qui per parlare della nostra vita, per immaginare insieme un futuro, per raccogliere un’eredità e traghettarla nel presente. Siamo qui perché vogliamo vivere degnamente, chiediamo e vogliamo dare rispetto; perché vogliamo essere ciò che siamo. Noi siamo qui per dire: eccoci, noi siamo qui….

Perchè Terronia…!-?

Quando i Sassoni invasero le terre di un’isola affascinante e selvaggia, si trovarono di fronte un popolo che resisteva arroccandosi nei territori meno raggiungibili e nei recessi più impervi delle montagne dell’Ovest. Combattevano ferocemente, gli uni e gli altri, ma gli antichi abitanti di quelle terre non volevano arrendersi alle soverchianti forze dell’invasore e riuscirono a sopravvivere in lande inospitali, conservando la propria cultura, una propria lingua e, cosa più importante, la libertà. I Sassoni, non capendone l’idioma, li chiamarono ‘Welsh’, che nella loro lingua significava pressappoco ‘quelli là’, gli ‘stranieri’, ‘gli altri’ -in senso peggiorativo- per distinguerli da sé (anche i greci chiamavano gli stranieri ‘oi barbaroi’, quelli che balbettavano tentando di parlare il greco e che dunque erano distanti, culturalmente e spiritualmente, dalla cultura e dalla civiltà greca- e, con le implicazioni immaginabili, necessariamente inferiori; da tale epiteto deriva infatti la parola ‘barbari’). I ‘Welsh’ usarono, in modo sorprendente,  quella parola straniera per designare se stessi  e, con una simbolica e feroce rivendicazione della loro diversità e della loro cultura, chiamarono la loro terra ‘Wales’, la terra degli ‘altri’. Fecero proprio un insulto trasformandolo nel simbolo del proprio orgoglio, della propria dignità, del proprio essere ciò che erano (curioso e quasi paradossale che ancora oggi uno dei titoli più importanti tra quelli che vengono riconosciuti agli eredi della casa regnante Inglese sia proprio quello di ‘Prince of Wales’- la Nemesi storica non manca mai d’ironia…). Per questo anche noi abbiamo scelto un termine che voleva essere un epiteto canzonatorio come simbolo. Ai terroni sia resa la ‘Terronia’. Noi non ci offendiamo perché nel termine veniamo collegati alla ‘terra’. La terra è vita, dalla terra traiamo il nostro sostentamento; la terra è un valore, che andrebbe riscoperto e rispettato, non dileggiato. Per questo rivendichiamo noi il diritto a chiamarci ‘terronia’, perché è nella riscoperta della nostra terra che riscopriamo la nostra diversità, le nostre peculiarità, i punti di forza e le radici sepolte nel nostro passato.

Perchè il Logo…!?

Per conoscere il perchè della nostra scelta riguardo al logo di Terronia vai al link: Terronia il logo: salomonica equità di bandiera

Perchè questo Sito…!-?

Perché vogliamo creare un luogo di incontro, di scambio, di discussione in cui maturare progetti ed idee. Perché riteniamo che la conoscenza sia elemento imprescindibile, fondamentale di ogni crescita e maturazione. Perché ancora poco si sa del meridione, della sua storia e delle sue particolarità, mentre sono ancora vivi la denigrazione e la scarsa considerazione ingiustamente attribuiti al sud. Noi vogliamo raccontare il passato, il presente ed un possibile futuro. Cerchiamo persone con cui confrontarci e misurarci.

Perché nella riscoperta della nostra storia capiamo le ragioni del nostro presente. Possiamo capire e riscattare le problematiche sorte dalle vicissitudini e sorprenderci di quanto è accaduto. In primis, se nonostante tutto quello che è successo il meridione è riuscito a tenersi a galla, a sopravvivere sino al presente lo dobbiamo forse ad una innata e pervicace capacità di sopravvivere con poco, talvolta quasi col nulla, e questa è una risorsa potente e strategica. Se nonostante tutto qualcosa è sopravvissuto nella nostra terra, cultura e specificità si sono conservate, allora si sono guadagnate- e meritate-  il diritto alla vita, al riconoscimento, al rispetto. Se nonostante tutto ancora oggi alcune realtà del meridione riescono ad emergere, a confrontarsi a livello internazionale e ad ottenere risultati di eccellenza, quando non primati assoluti, vuol dire che abbiamo i mezzi –capacità e strumenti- per ribaltare la sorte e diventare avanguardie della modernità, luogo privilegiato dove nascere, crescere e condurre la propria esistenza con soddisfazione.

Noi vogliamo darne testimonianza. Fornire stimoli e instillare il desiderio, e la speranza, che la Terronia non debba più essere la terra da lasciare -forzatamente e forzosamente- ma il luogo a cui tornare- seguendo la propria volontà e l’inclinazione naturale-  per realizzarsi e vivere in maniera piena e soddisfacente il proprio destino…

di Tony Capurso

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7 thoughts on “Perchè “Terronia”

  1. E’ chiaro che il simbolo della terra e’ molto nobile….ed infatti la TERRA non tradisce. …….e un po’ noi meridionali siamo come la terra .

  2. Un sito interessante, sicuramente lo aggiungerò al blog roll dell’associazione Zitara. Non so però se siete a conoscenza del fatto che esiste un’altra associazione “Terronia”, con statuto e codice fiscale, a Vibo Valentia, gestita dall’ex giudice Francesco Tassone.
    Personlmente -ma è solo un giudizio soggettivo- non mi piace il nome Terronia perchè troppo gravemente legato agli insulti ricevuti in questi 150 anni di storia. Mio padre proponeva di rinominarci “Italici”, poichè come sapete “italia” era la parte più meridionale della Calabria, dunque siamo stati defraudati anche del nostro nome.
    Viva il Sud libero e indipendente!

    • Gentilissima signora Zitara, siamo molto onorati del suo commento.
      Certo sappiamo che la parola “terroni” sia così piena di carica denigratoria e violenta che la sensibilità di molti ne viene ferita… tuttavia, come avrà potuto considerare leggendoci, è sia un nome il nostro che vuol essere una provocazione (una forte provocazione), sia una rivendicazione: ognuno può definirsi come più gli piace, e noi, visto che siamo stati da anni “accusati” di essere terroni, come se il legamo con la terra fosse qualcosa di cui ci si dovrebbe vergognare, abbiamo voluto prendere questo termine affibbiatoci a forza e spogliarlo del suo significato dispregiativo, attribuendogliene uno nuovo, di orgoglio, di irrisione dei detrattori. Come a voler dire: non potete scalfirci, credete di offenderci, e noi invece vi ridiamo in faccia, talmente superiori che ci appropriamo del vostro insulto. Proprio come i gallesi fecero col loro “welsh”.
      Ps. no, non sapevamo di questa associazione di Vibo Valentia, da cui siamo indipendenti….
      un caloroso saluto dall’associazione culturale Terronia 🙂

  3. Ciao mi piace il vs animo, e ciò che vi ha spinto a creare quest’associazione; un pò meno sul nome (pur avendone ben compreso il motivo,e ci può stare). il discorso non è tanto legato alla parola terrone, che mai mi ha offeso e mai mi offenderà; ma c’è una storia e un arte talmente radicata nel passato e nel tempo, che siamo identificabili aprendo una pagina qualsiasi di un libro di storia, siamo noi la storia! piuttosto identificherei “gli altri” come polentonia, non avendo loro il nostro grande passato! dai scherzo…piacere di conoscervi!

    • Hai perfettamente ragione: siamo noi la storia. Noi stiamo cercando di disseppellire i tesori nascosti e (mi)sconosciuti della nostra terra e dei luoghi a noi cari (ma anche di quelli che ancora non conosciamo!), e che sono tutt’ora invisibili ai nostri occhi perchè incrostati del vecchi significato di “terronia”… la nostra è anche una provocazione, della serie “mò ve la facciamo vedere noi, la Terronia… altro che Terronia!”… ma c’è anche, forse, la voglia di onorare e ringraziare questa terra, da cui hanno preso un termine che credevano potesse restare dispregiativo, questa terra, dicevo, che nonostante tutte le ferite infertele continua a darci frutti e quelle ricchezze indescrivibili: il paesaggio, i colori, gli odori, i suoni della natura, i sapori, l’energia, la vita e il respiro della natura… anche per questo ci siamo chiamati Terronia. E siamo ben felici di conoscerti!
      Se hai suggerimenti, commenti… spunti di riflessione, se conosci posti meravigliosi ma nascosti, realtà degne d’essere ricordate, storie di eccellenze o familiari o altro da condividere… noi siamo qui. 🙂 Benvenuto in Terronia

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