Tumori e inquinamento in Campania: la gente, stufa, si mobilita con denuncia e petizione

Come ogni anno si celebra un rito in Campania: il rito del fuoco… che uccide. E’ un fuoco, questo, che uccide lentamente, in modo subdolo: prima avvelena il terreno (agricolo), le falde, e ciò che è destinato ad entrare nella catena alimentare, poi avvelena gli uomini, le donne e i bambini.

Sono in crescita i tumori in Campania, e la mortalità legata a tali tumori, come riportato nella “denuncia” linkata più sotto ed emerso dagli studi dell’IRCCS, Istituto Nazionale Tumori “Fondazione G. Pascale” di Napoli: +47% negli uomini, +40% nelle donne. Sono in crescita le malformazioni neonatali anche… e la stanchezza della gente che, passivamente, ogni anno assiste allo scempio in atto.

Scempio che ormai è valso il triste nome, alla regione, di “Terra dei Fuochi“. Fuochi che, è bene dirlo, di sicuro hanno un’origine oscura nella mano armata dal cerino fatale. E che interessano rifiuti di qualunque genere, tra cui pneumatici, cavi elettrici, elettrodomestici, rifiuti industriali e anche il tristemente famoso amianto, in forma di eternit… quel materiale bandito dalla legge ma non, evidentemente, dalle malevole coscienze della malavita, e causa di asbestosi, cancro polmonare e mesotelioma pleurico (altamente mortali). Tra le scorie che si ritroveranno poi nel terreno (se l’ARPAC facesse i dovuti controlli in loco) potremmo annoverare tricloroetilene, tetracloroetilene, dibromoclorometano, bromodiclorometano, tricloroetano (tutti altamente cancerogeni), per non parlare di furani, nitrati, fluoruri, nichel, mercurio, diossine e piombo oltre i limiti ambientali consentiti dalla legge.
E mentre arrivano le parole del Ministro Clini che “ordina di mettere – le aree – in sicurezza” (Articolo Rifiuti Campania: discariche a rischio incendi in estate), e dell’assessore alla Regione Campania Giovanni Romano che gli dà ragione, e di De Magistris che invece dà la colpa ai tagli della spesa pubblica se la situazione è a rischio… i fuochi divampano eccome. Ma questa ormai è storia vecchia. Il fatto nuovo è che la gente ha cominciato ad alzare la testa e a reclamere un semplice basilare diritto, troppo spesso dimenticato: il diritto alla salute, che l’articolo 32 della Costituzione Italiana sancisce come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”.

Per questo il costituirsi del Coodinamento Comitati Fuochi di Napoli, provincia di Napoli e provincia di Caserta segna un passo decisivo nel mostrare che la gente in Campania c’è e reagisce, c’è e non ci sta a lasciarsi confondere con la squilibrata delinquenza che costringe a ricorrere a questi atti legali, c’è e non ha nessuna intenzione di lasciarsi sopprimere, abbattere e colpire oltre da questo infame attacco al cuore di una delle più splendide regioni italiane e alla salute, il bene primario.

Con la denuncia legale, di seguito indicata dal link, si vuol dare un segnale forte di azione, protesta e presenza, denunciando come parti in causa:

Il PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA E GLI ASSESSORI COMPETENTI domiciliati per la carica in Napoli alla Via S. Lucia, 81;
IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI NAPOLI E GLI ASSESSORI COMPETENTI domiciliati per la carica in Napoli alla Piazza Matteotti n. 1;
IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI CESERTA E GLI ASSESSORI COMPETENTI domiciliati per la carica in Caserta al Corso Trieste n. 133;

I SINDACI E GLI ASSESSORI COMPETENTI DEI COMUNI DI:
Napoli, Giugliano in Campania (NA), Marano di Napoli (NA), Mugnano di Napoli (NA), Melito (NA), Villaricca (NA), Qualiano (NA), Aversa (CE), S. Maria Capua Vetere (CE), Orta di Atella (CE), Casandrino (NA), Sant’Antimo (NA), Sant’Arpino (CE), Grumo Nevano (NA), Arzano (NA), Cardito (NA), Caivano (NA), Afragola (NA), Acerra (NA), Casoria (NA), Casavatore (NA), Casalnuovo (NA), Volla (NA), Pomigliano D’Arco (NA), Castello di Cisterna (NA), Brusciano (NA), Marigliano (NA), Nola (NA), Tufino (NA), Roccarainola (NA), San Vitaliano (NA), Marigliano (NA), Maddaloni (CE), San Giuseppe Vesuviano (NA), Palma Campania (Na), San Gennaro Vesuviano (NA), Poggiomarino (Na), Santa Maria Capua Vetere (CE), S.Prisco (CE), Marcianise (CE), Capua (CE), S. Tammaro (CE).

Di TUTTI coloro i quali verranno ritenuti responsabili materiali o mandanti per i reati evidenziati di combustione e smaltimento illecito di rifiuti, nonché per tutti i reati ravvisabili dagli Ill.mi Inquirenti.

La denuncia emessa e seguita dallo studio legale Avv. Ambrogio Vallo di Napoli è possibile consultarla o stamparla seguendo il link: denuncia querela coordinamento comitati fuochi.

Chi volesse scaricare il modulo per la raccolta firme, e intenda così aderire all’iniziativa, può consultarlo qui: modulo petizione fuochi.
Inoltre ci è stato segnalato che “tutti coloro che stanno raccogliendo le firme sono pregati di scrivere all’indirizzo email liavaron@yahoo.it per comunicare i propri riferimenti e numero di telefono per essere ricontattati al rientro delle firme il 30 settembre“.

E’ altresì possibile confrontarsi con i promotori e militanti del Coordinamento Comitati Fuochi nel gruppo Facebook appositamente dedicato a loro: https://www.facebook.com/groups/191134277680931/

Per parte nostra, Terronia è con voi.

Per chi volesse approfondire, consigliamo la lettura di questo bellissimo ed interessantissimo articolo sulla situazione rifiuti, ecomafie e tumori in Campania: CAMPANIA TERRA DI FUOCHI: il Meridione discarica dei rifiuti industriali di Maria Cristina Giovannitti per Infiltrato.it

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