Si avvicina il Primo Maggio… ricordando Salvatore Morelli

Salvatore Morelli, Carovigno 1 maggio 1824 – Pozzuoli 22 ottobre 1880

Si avvicina il Primo Maggio... e s’incomincia a parlare di week end, ponti medio-lunghi, pullman per Roma… ma al di là dei concerti, e degli incerti (c’è chi si sta chiendendo se sia giusto o meno festeggiare… e, soprattutto, festeggiare cosa?), il Primo Maggio, evocativo giorno di passaggio ai primi caldi e all’esplodere della primavera… resta un giorno da festeggiare, e ognuno può decidere che cosa. Per esempio, noi terroniani, festeggeremo due compleanni: quello di una terroniania che improvvidamente decise di far lavorare sua madre in un giorno di festa, e quello di Salvatore Morelli.

In uno dei primi articoli della neonata Terronia, parlammo di quest’eroe del sud, quest’uomo misconosciuto ai più e che meriterebbe un pò più di considerazione e memoria: è stato, ed è tut’ora considerato, il primo femminista dell’era moderna, avendo agito e pensato in tal senso prima dell’epoca delle suffragette e prima di Stuart Mills. Quando morì, in miseria (dopo esser stato parlamentare del neonato Regno d’Italia), le femministe americane dichiararono il lutto. Quest’uomo, nato il primo maggio 1824 a Carovigno, in provincia di Brindisi, fu il primo a formulare e far approvare la prima norma legislativa che in Italia dava alla donna capacità giuridica (Morelli promosse la legge per la quale alle donne veniva concesso di poter testimoniare in processi… prima di allora ciò non era possibile). Inoltre si battè per i diritti e le cause degli ultimi.

Nell’articolo che a lui intitolammo, una larga parte è dedicata ad un “polemico” commento sulla puntata della trasmissione “Le storie – Diario italiano” condotta da Corrado Augias, dedicata un anno fa, appunto, a Morelli, che piuttosto ne presentava i “presunti” aspetti risorgimentali (da noi confutati): son cose che bisogna pur comprendere e perdonare: per chi era ed è attaccato a valori più che a realtà storiche, risulta più difficile e doloroso di quanto noi possiamo immaginare, staccarsi dai falsi miti e riconoscerne la cinica ipocrisia e infondatezza.

Ci piacerebbe che, chi fosse a corto di nomi cui dedicare strade, piazze, scuole, ospedali, istituti, associazioni e quant’altro… trovasse la sensibilità e l’opportunità di ricordare a quanti se ne siano (incolpevolmente) dimenticati che tra le nostre fila c’era e c’è un uomo straordinario per il suo tempo, un esempio da ricordare alle giovani generazioni. Una storia da ripetere per ispirare nuovi cambiamenti.

E a chi non sappia come festeggiare il Primo Maggio, che lavoriate o no, che il vostro lavoro vi piaccia o no, dedichiamo l’articolo linkato di seguito… che possa rischiararvi le idee… e la giornata.

Buon Primo Maggio

E, ovviamente, W LE DONNE!

Salvatore Morelli: il pugliese dalla parte delle donne

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