“E Napoli morirà ancora un pò”: articolo shock sulle sparizioni nella Biblioteca dei Girolamini, una delle più antiche e importanti d’Italia

L’articolo che vi proponiamo è – vi avvisiamo – un articolo dell’orrore: intitolato Bibliofilia e petrolio. Horror (pulp) alla Biblioteca dei Girolamini, Napoli e scritto da Tommaso Montanari, è stato pubblicato ieri nel blog micheledantini – About Care and Carelessness della piattaforma WordPress.

Per i bibliofili, quanto si leggerà sarà portatore di fibrallazioni cardiache: vi si narrano, infatti, le strane e misteriose vicende attorno alla Biblioteca dei Girolamini, a Napoli, che è stata “pubblica fin dal Seicento e ora statale: 150.000 volumi, in massima parte antichi”, come si può leggere nell’articolo, e sui cui banchi studiò il filosofo Giovan Battista Vico. Il nuovo direttore della Biblioteca infatti, tal Marino Massimo De Caro, tratteggiato come un “Lavitola del libro”, avrebbe un passato davvero poco pulito, ed una non chiara passione per il libro antico… passione non da bibliofilo, ma da “commerciante internazionale” del mercato nero del libro antico, appunto… essendo stato, tra l’altro, coinvolto nelle indagini circa la ricettazione di un prezioso esemplare di Hypnerotomachia Poliphili (incunabolo del 1499) sparito a Milano e venduto nel 2005 alla Mostra del libro antico, indagini chiuse per il mancato rinvenimento del corpo del reato. (L’autore a più riprese, circa le sue affermazioni sul De Caro, fa riferimento al libro “Il sottobosco – Berlusconiani, dalemiani, centristi uniti nel nome degli affari” di Ferruccio Sansa e Claudio Gatti, edito da ChiareLettere)

Ma le auto cariche di chissà-che-cosa che gli abitanti della zona vedono regolarmente nottetempo allontanarsi dalla Biblioteca, forse, non sono il primo capitolo di questa vicenda.

Stando alle parole del padre Sandro Marsano, il sacerdote oratoriano che accoglie l’autore nel complesso secentesco, pare che tra 1960 e il 2007 siano spariti circa 6000 volumi.

E noi di Terronia qui ci chiediamo: resteranno, i Napoletani, a guardare questo scempio che mina al cuore la cultura di una splendida città? Lasceranno, come dice l’autore di questo articolo che – ripetiamo – invitiamo a leggere, che Napoli muoia ancora un pò?

osservatorio Terronia:

Bibliofilia e petrolio. Horror (pulp) alla Biblioteca dei Girolamini, Napoli

di Tommaso Montanari, pubblicato il 30 marzo 2012 nel blog micheledantini – About care and carelessness

 

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7 thoughts on ““E Napoli morirà ancora un pò”: articolo shock sulle sparizioni nella Biblioteca dei Girolamini, una delle più antiche e importanti d’Italia

  1. Salve a tutti, ho pensato a lungo se replicare o meno di fronte ad un intervento cosí surreale da parte del signor de Caro, in cui l’unica citazione colta che riporta per intero è quella di Mike Bongiorno (credo si scriva cosí), per dire come siamo messi.
    Il professor Montanari è il mio docente di storia dell’arte moderna e posso assicurare che all’Universitá è molto ben voluto e stimato da tutti, colleghi professori nonché miei compagni e compagne di corso.
    E aggiungo che acquisto migliore non poteva essere fatto con il professor Montanari, perché ha portato un bel ricambio d’aria fresca che qui, detto in tutta sinceritá, serviva proprio, se sto imparando davvero qualcosa di storia dell’arte lo devo solamente a lui, é un’insegnante eccellente e con una caratura morale e culturale che al giorno d’oggi è difficile trovare, naturalmente parlo a nome di tutte/i i miei “colleghi/e” quando dico questo, il mio corso di laurea prevede che ci siano circa 42-43 esami ai quali corrispondono altrettanti corsi, dopo l’ultima lezione del professor Montanari si è assistito ad un lungo, e neppure a dirlo, spontaneo applauso in aula, cosa che io non ho mai visto in tanti anni di universitá, evidentemente il suo mestiere lo sa svolgere, e anche molto bene.

    Le giustificazioni del de Caro lasciano il tempo che trovano di fronte a prove di incuria cosí tangibili come quelle descritte dal professore: pile di libri a terra, ma possibile che proprio non ci fosse luogo migliore dove riporli? Ma va bene, pur dando per buona questa, poi date l’antitarlo anche alle lattine di Coca Cola? Quanto zelo!

    L’ispezione del MIBAC poi, è un’altra barzelletta, ormai è risaputo che al suo interno si trovano personaggi completamente asserviti alla politica, burattini telecomandati, che vendono pura immagine, e questo naturalmente non lo dico io, ma è un dato di fatto.

    Vorrei correggere al signor de Caro, se me lo consente, una piccola imprecisione, il professore non è napoletano ma fiorentino, eh si, siamo molto fortunati ad avere qualcuno che appoggia anche le nostre cause ed ha a cuore il patrimonio artistico dell’ Italia tutta.

    Capisco che persone come il professore possano risultare scomode e moleste ad elementi come de Caro e Scilipoti, ma sará pure ora che vi abituiate ad essere un po’ controllati dai cittadini nel vostro operato se volete ricoprire incarichi pubblici, la pacchia è finita.

    E da studente, provo molta rabbia nel vedere che io e i miei colleghi laureandi o laureati presso facoltá umanistiche, non avremo futuro, svalutati umanamente e professionalmente, ed oltre al danno, pure la beffa vedendoci passare davanti persone che hanno preso scorciatoie (perché loro si che hanno capito come ci si svende).

    Ha pienamente ragione il professore a rivendicare la paternitá degli incarichi pubblici, a coloro che dedicano la loro vita allo studio delle discipline umanistiche, soprattutto quando si opera in ambito culturale, perché deve agire nell’esclusivo interesse della collettivitá,

    Magari qualche lettore avrebbe corso anche il rischio di credere alle sue parole, se non fosse che i fatti vanno raccontati integralmente, mi riferisco alla telefonata pseudo minatoria (da intimidazioni fasciste come si facevano un tempo) del de Caro al professor Montanari, qui l’unica grande caduta di stile è proprio quella del de Caro, davanti fa il vittimista e dietro il querelatore mascherato, ma cosa vuole mai indagare? L’iter formativo del professore è chiaramente leggibile nero su bianco, tutto limpido e trasparente, molto piú paludose rimangono le motivazioni per le quali si è messo a capo di un’istituto prestigiosissimo ed importante una persona che ha sí un curriculum brillante, ma in tutt’altri campi, affari e politica, un connubio letale nella pubblica amministrazione, eccolo quá, il sottobosco!

    Il de Caro dice di non avere nulla da nascondere, tutto è alla luce del sole, e della luna, quando c’è da portar fuori la spazzatura, ma la meschina telefonata lo inchioda due volte.

    Non si vorrá credere magari alle parole dei professor Montanari e di Ferruccio Sansa, che scrivono per il fatto, e spesso giudicati faziosi (perché non camerieri dell’informazione) quando si odono concetti che non si vorrebbe leggere o sentire, ma… Claudio Gatti?
    All’obiettivitá del sole 24 ore vogliamo crederci almeno un po’?

    Napoli è la mia cittá, e non sopporto di vederla ogni giorno martoriata rallentata e bloccata dall’arroganza, dai raccomandati, dalle meretrici e dall’incompetenza,

    Non accetto in nessun modo che le persone oneste e che svolgono il loro lavoro, debbano essere in qualche modo insultati e intimiditi (anche perché, fatica sprecata in questo caso, ve lo dico io) e soprattutto non si accettano lezioni di moralitá e perbenismo da un amico di Marcello Dell’utri, avete capito? Dell’Utri… ma c’è bisogno di dire altro?

    Preciso una cosa, e con questo chiudo il mio intervento, dicendo che il mio non vuol’essere un atto di piaggería nei confronti del professore, io il mio esame l’ho giá dato e sono sicura che lui neppure si ricordi di me.
    Leggo sempre tanti episodi, alcuni ingiustamente denigratori nei confronti del professore, denigratori all’origine, ma con risultato finale di assoluta esilaranza, l’episodio Scilipoti è stato un vero masterpiece, per cui, ho sempre evitato di intervenire, ma stavolta proprio non sono riuscita a tacere.

    Sara.

  2. Cari Lettori,
    provengo da una famiglia che mi ha insegnato ad apprezzare la professionalità del mondo del giornalismo. Ho sempre creduto e credo che la professionalità di un giornalista si misuri nella capacità di verifica dei fatti e non nella sua voglia di trovare la notizia anche dove una notizia non vi è . Io non conosco professionalmente il prof. Montanari nella sua attività didattica presso l’Università Federico II, ma spero, per i suoi studenti, che sia migliore della sua attitudine al giornalismo. Infatti leggendo il suo articolo sul mio ruolo di Direttore della Biblioteca Nazionale dei Girolamini rilevo una lunga serie di falsità,inesattezze e scorrettezze di cui chiamerò il professore a rispondere in sede penale e civile. Specifico che il ricavato andrà a beneficio della Congregazione dell’Oratorio di Napoli. La professionalità e correttezza giornalistica del Montanari si nota già nel modo di presentarsi in Biblioteca; non come giornalista che vuole preparare un pezzo da pubblicare, ma come professore che accompagna uno studente per fargli fare la tesi sull’archivio della Congregazione. Anzi, al padre Conservatore millanta agganci per poter far arrivare dei fondi per finanziare il riordino dell’Archivio. Certo per il professor Montanari bisogna “avere agganci” per ottenere quello che è un diritto per una istituzione culturale importantissima come quella della Congregazione dell’Oratorio di Napoli. Maah misteri del sottobosco accademico. Dopo moltissimi anni di chiusura totale alla città e a tutto il mondo accademico ,come il professor Montanari ha potuto verificare di persona, la Biblioteca Nazionale dei Girolamini è diventata una istituzione culturale aperta a tutti. Il Padre Conservatore porta in visita chiunque ne faccia richiesta ridando così alla città un pezzo importante del suo patrimonio culturale, mostrando anche l’avanzamento dei lavori di restauro poiché non c’e nulla da nascondere ne da far uscire di notte se non i sacchi della spazzatura. Comunque visto che nel curriculum del Professor Montanari sono citate tante pubblicazioni che fanno riferimento al barocco italiano mi permetta di rispondere non con lo stile(non mi permetterei mai nemmeno di accostarmi alla sua grandezza)ma con il metodo che Galileo Galilei ha utilizzato per controbattere Orazio Grassi con la pubblicazione del Saggiatore nel 1623. Riprenderò brevemente il pezzo dell’articolo e ristabilirò la verità. “De Caro è titolare di una libreria antiquaria a Verona…” E’ vero ho commerciato dal 2001 al 2004 in libri antichi,poi la passione era troppo forte per cui i libri li compravo e non riuscivo a venderli e quindi ho chiuso la libreria antiquaria,ma per il professore era troppo complicato fare una visura camerale e vedere che la libreria è chiusa da parecchi anni. Anzi le dirò di più, alcune volte ho comprato dei libri e li ho regalati;infatti avendo trovato una serie di scritti autografi di Galileo Ferraris che stavano per essere dispersi li ho acquistati e li ho donati al Museo di Storia della Scienza di Firenze.Poi il professore scrive:”i carabinieri…gli stanno addosso per la ricettazione di un prezioso esemplare dell’Hypnerotomachia Poliphili.” Qui la storia si fa più interessante. Io ho partecipato all’acquisto di questo volume che era in vendita in una importantissima casa d’asta. Ho notato il timbro e ho verificato che l’esemplare in possesso alla Biblioteca Trivulziana fosse ancora in loro possesso. Verificato che non era stato sottratto nessun volume alla Biblioteca Trivulziana inoltre sapendo che negli anni’60 era stati venduti dei doppioni della stessa biblioteca partecipo all’asta in buona fede. Invece la dott.ssa Folieni di Milano denuncia ai Carabinieri la presenza di questo libro. Mi domando perché la dottoressa Folieni altri esemplari ,comparsi in asta con lo stesso timbro, li acquista e non li denuncia? Questo si dovrebbe essere oggetto di una indagine. Ma il capolavoro della dott.ssa Folieni è un altro, infatti darà il permesso di esportazione ad alcuni volumi sottratti alla nostra biblioteca di Napoli. Inoltre come qualsiasi studente del secondo anno di giurisprudenza sa benissimo, comprando in un asta pubblica un oggetto manca l’elemento oggettivo del reato di ricettazione .Ed è questo il motivo reale dell’archiviazione. Continua Montanari:” tra il 1960 e il 2007 sarebbero spariti ben 6000 volumi. Sparizione che nessuno ha curiosamente mai denunciato.” Parafrasando il Grande Mike ..hay hay professor Montanari lei mi cade sull’uccello. Se invece di fare il grande inviato segreto durante la sua visita come professore/giornalista avesse avuto l’umiltà e la professionalità di farmi delle domande le avrei detto che abbiamo già cominciato a denunciare il furto dei libri della nostra biblioteca, come può confermare il Comandante del nucleo TPC della Campania. Ahh dimenticavo….lunedì, giorno di visita del segugio, abbiamo ottenuto la restituzione di 28 libri sottratti alla biblioteca che stavano per essere venduti da una nota casa d’asta. E chi si è accorto di questo? Di cero non il professor Montanari, ma” uno degli esemplari più pregiati della fauna del sottobosco” cioè Marino Massimo De Caro. Inoltre presso la procura di Napoli ci sono tutti gli atti del processo per il furto di quei libri e di molti altri oggetti. Forse il Professore dovrebbe mandare un suo studente a riorganizzare quell’archivio invece di quello della Congregazione. Ma l’apoteosi si raggiunge con la richiesta di una ispezione del Ministero. Venerdi 23 marzo la Biblioteca è stata ispezionata dalla Dott.ssa Vallitutto Dirigente del MIBAC con la delega agli istituti Culturali della Città di Napoli che ha avuto parole di elogio per il lavoro svolto dal sottoscritto e dal Conservatore Padre Marsano. Inoltre abbiamo già richiesto da mesi una visita ispettiva del Direttore Generale per le Biblioteche per mostrargli il grande lavoro fatto per disinfestare e riorganizzare la biblioteca.In questo momento ci sono più di 15 persone altamente specializzate che stanno inserendo in Opac-sbn i volumi e li stanno spolverando. Forse il professor Montanari ha visto libri fuori dagli scaffali poiché non sarebbe “simpatico” dare l’antitarlo ai mobili con i libri dentro. Poi mi permetta,in chiusura, solo di sottolineare una grande caduta di stile. Io non condivido l’alloggio con una avvenente ragazza Ucraina, io mi onoro di avere come collaboratrice una bravissima studentessa di Scienze politiche che per potersi pagare gli studi lavora come mia assistente. Forse il professor Montanari viene da una famiglia ricca e non ha dovuto lavorare per pagarsi gli studi,ma purtroppo non tutti hanno questa fortuna. Per inciso,la mia assistente dorme in una sua stanza ben lontana dalla mia anche perché io sono felicemente sposato con una persona che dopo 20 anni ancora mi sopporta e la mia assistente/lavoratrice è felicemente fidanzata con un imprenditore di Formia. Poi in conclusione accostare una persona come Girolimoni con una istituzione sacra come i Girolamini è una schifezza che si commenta da sola. E si,caro direttore, se questo è il livello(per fortuna no,ne conosco molti e sono tutti bravissimi)dei giornalisti napoletani,concludo con le parole del Giornalista Montanari:”Napoli morirà ancora un po’”!
    Marino Massimo de Caro

    • Signor De Caro, capirà bene che leggere un articolo come quello del Montanari, e gli argomenti lì sollevati, ci ha scatenato, per così dire, sentimenti di allarme e orrore, lo ribadiamo, per quanto denunciato. Amiamo la città di Napoli, e, parimenti, anche i libri… va da sè che l’emotività viene toccata senza filtri in questa vicenda. Leggendo ora quanto Lei dice, ci sorge il dubbio, ovviamente, sulla buona fede del signor Montanari: noi accogliamo con molto favore quanto dice sta avvenendo alla Biblioteca dei Girolamini, sperando che un patrimonio così prezioso non solo non vada perduto, ma possa diventare fonte di ulteriore ricchezza per una città che, ce lo lasci dire, se lo merita. Quindi auguriamo a Lei ed ai suoi collaboratori buon lavoro, augurandoci di aver presto notizia dei progressi… di questo, sì, ci piacerebbe dare notizia… con molto, molto piacere.

      • Per correttezza dobbiamo precisare che, nell’articolo cui sopra si fa riferimento (Bibliofilia e petrolio. Horror (pulp) alla Biblioteca dei Girolamini, Napoli di T. Montanari nel blog micheledantini), di seguito è riportato anche un commento del signor Montanari, pubblicato da Michele Dantini, che recita così: ““Ieri pomeriggio il consigliere (di Ornaghi) Marino Massimo De Caro ha raggiunto (non so come) il mio cellulare, chiamando dal Mibac, ma passando attraverso il centralino della Prefettura di Napoli (come risulta dal numero apparso e registrato). Non lo ha fatto per motivi d’ufficio, ma per minacciarmi. Si terrà conto della mia ‘scorrettezza’, mi ha detto. Si indagherà sul come io sia ‘diventato professore universitario’.

        Se il simpatico bibliofilo lo farà davvero, farà assai meno fatica di quanto ne debba fare io per comprendere come un istituto culturale dell’importanza dei Girolamini non sia guidato da un addottorato in paleografia o biblioteconomia (che in Italia affollano i call center), ma da un ex libraio antiquario esperto di bioenergie e petrolio venezuelano”.
        Si prega di controllare al link indicato sopra.

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