Capua: il 28 Marzo riapre il Museo Campano, perla di civiltà e cultura in Europa

Protome del dio Volturno conservata al Museo Campano di Capua

Il risveglio del sud può partire dalla cultura?

Certamente il caso di Capua dovrebbe far riflettere: Capua, città cui la Campania deve il suo nome (rimandiamo ad un argomento interessantissimo, approfondito mesi fa in un bellissimo articolo: Umberto Calabrese e… le etimologie regionali), nella sua storia millenaria, altalenante, ha girovagato tra la sede “antica” (Capua Antica), e quella più recente (Capua Nova, sito odierno), è stata oggetto d’interesse di scorrerie di pirati, crocevia di destini dall’antichità al medioevo (l’antica via Casilina congiungeva Roma a Casilinum, porto fluviale della Capua Antica), è stata capitale di un principato (X secolo) e ha conosciuto la potenza. Ha visto Osci, Etruschi, Sanniti, Romani, Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli e Papi… sempre più ricca e bella e considerata. Ha visto Conclavi e Concilii, saccheggi e devastazioni (Cesare Borgia nel 1501, e… i Garibaldini, nel 1860). Ha visto anche le bombe e migliaia di morti (1943, vicenda per la quale ha anche ricevuto la Medaglia d’oro al Merito Civile).

E di tutto questo via vai di genti, lingue, civiltà, ricchezze e sangue… ogni pietra di Capua avrebbe qualcosa da raccontare. E così fu che nel 1870 il Canonico Gabriele Iannelli pensò di fondare il Museo Campano di Capua (oggi proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Caserta) che fu aperto al pubblico nel 1874 nel monumentale Palazzo dei Principi di S. Cipriano. Iannelli, archeologo, storico ed epigrafista, resse le sorti del Museo per trent’anni, e gli succedettero eminenti professori fino ai giorni nostri.

Il Museo Campano di Capua

Ma nel 1943, come si diceva, il terribile bombardamento tedesco che distrusse Capua, fece capitolare anche il Museo, le cui collezioni, però, erano già state messe in salvo… la ricostruzione durò fino al 1956, anno della sua riapertura nello storico Palazzo Antignano. Il Museo, diviso in due reparti, Archeologico e Medievale, vanta anche un’importante Biblioteca, 32 sale di esposizione, 20 di deposito, tre grandi cortili ed un vasto giardino: l’incommensurabile patrimonio artistico e culturale è stato, ed è tutt’ora, oggetto di studio e ricerche da parte dei più importanti studiosi del settore di tutto il mondo.

E’ considerato uno dei più ricchi ed importanti Musei, nel suo genere, d’Europa.

Eppure… eppure chi avesse voluto visitare le meraviglie che custodisce, patrimonio delle nostre radici e di un comune passato, non avrebbe potuto farlo. Perchè il Museo era stato, negli ultimi anni, chiuso al pubblico. Chiusura che finalmente s’interromperà il prossimo 28 Marzo, quando sarà riaperto al pubblico con una cerimonia cui presiederà il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (a testimoniare, se ce ne fosse stato bisogno, quanto sia importante questa punta di diamante della nostra memoria storica).

Uno scorcio di Capua

E vogliamo concludere con le parole della signora Maria Ferrone, che ce ne ha dato notizia tramite Facebook sul gruppo “Partito del Sud – Donne“: “A Capua, la mia cittadina d’origine, ricca di testimonianze storiche ma fatiscente come tutte le belle cose trascurate nel nostro sud, riapriranno il Museo archeologico Campano. Faccio propaganda, perchè attraverso il nostro patrimonio artistico-culturale si capisca meglio e più in fretta che la rinascita deve essere necessariamente alle porte. […] Capua è facilmente raggiungibile da Napoli da cui dista una trentina di km. Infine è ricca di testimonianze longobarde, sveve, normanne e di chiese che hanno sempre suscitato l’interesse di un turismo d’elite: Correte e riparliamone: può darsi che ci si svegli dal lungo e rovinoso letargo e che i capuani, sia pure lontani, vengano considerati ancora come elementi integranti di un contesto da migliorare e da ravvivare in tutti i modi“.

Fonti:

Sito del Museo Provinciale Campano di Capua

articolo  Riapre Museo Campano di Capua: il 28 marzo la visita di Napolitano della testata Denaro.it

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