L’EDITORIALE DEL MERRY-DIONALE – Ex sfiga, fortuna…

 L’EDITORIALE DEL MERRY-DIONALE è l’ennesima trovata fuoriuscita dalle bizzose meningi dell’anima yang di Terronia… Tony Capurso (check it out)

Sfogliando una rivista mi è capitato di imbattermi in un articolo riguardante KITON, che per chi non lo sapesse è un rinomato marchio di moda, Napoletano. Nell’articolo veniva raccontata la storia dell’azienda, a partire dal fondatore sino ai più recenti sviluppi: si faceva menzione tra l’altro di una Scuola di Alta Sartoria all’interno dell’azienda, dove i giovani vengono formati ed ‘addestrati’ all’eccellenza, della cura certosina con cui vengono realizzati i prodotti sartoriali, che riscuotono consensi in tutto il mondo, e della particolare ‘atmosfera’ lavorativa che si è voluto creare, con l’ausilio di pavimenti di marmo, scaffali in legno, strumenti di lavoro d’antan; elementi riassunti dall’orgogliosa affermazione del titolare indirizzata all’intervistatore: ‘ ..può girare il mondo, ma un laboratorio così non lo trova da nessuna parte..’

Mi ha fatto riflettere. Di queste realtà, grandi e conosciute come KITON, meno grandi e meno conosciute ma quotate come ANGELO INGLESE (di cui abbiamo già parlato in precedenza nell’articolo “Matrimonio royal, camicia pugliese/Inglese“) e altre molto più piccole e meno conosciute – è pieno e si sta riempiendo il sud. Molte affrontano con caparbietà le difficoltà ‘congenite’ del territorio e quelle relative al periodo storico che stiamo vivendo; altre hanno dovuto soccombere, alcune si sono spente, altre ancora nascono o rinascono.

Il laboratorio di lavoro di "Kiton"

Però qualsiasi sia la ‘misura’ dell’azienda – e il campo o il settore  di attività – chissà perché quando riescono a proporsi sul mercato e a farsi conoscere riscuotono consensi, successi, approvazioni, riconoscimenti e rispetto. Perché in questo, come in molti altri campi, gli Italiani, per dono di natura, lo fanno meglio… e i Meridionali, che – estendendo la simpatica denominazione di Pino Aprile dei pugliesi – sono Italiani al Quadrato, anzi al Cubo, lo fanno ancora meglio..

Al di là della facezia quello che volevo suggerire è che ancora una volta si mette in evidenza come il Know How, le abilità ‘congenite’ (che fa il paio con l’uso già fatto dell’aggettivo) e le capacità ataviche che in qualche maniera possediamo, per diritto di nascita, per felice connotazione genetica, per misteriosa congiuntura bio-territoriale e/0 per dolorosa o dolorante eredità storica, rappresentano una potenziale soluzione alle nostre, purtroppo numerose, difficoltà.

Mi rendo conto di aver scoperto l’acqua calda. È proprio grazie a questa spropositata capacità di far quadrare comunque i conti, anche quando sono rotondi, che il sud esiste e sopravvive ancora. Il punto è che mi sembra di notare che in questo momento il succitato sud non si stia tanto accontentando di sopravvivere, ma stia iniziando a risalire, a dispetto di smisurate difficoltà e di spropositati impedimenti di vario genere, la china. Nella mia esperienza vengo a contatto ripetutamente con fermenti, iniziative, progetti (di cui in parte riusciamo a dare notizia con Terronia) che rappresentano – messi insieme – un imponente sforzo di ri-nascita, alimentato da un desiderio sotterraneo – non so quanto consapevole – di riscatto, o forse dalla forza della disperazione o dall’anelito istintuale alla sopravvivenza; quello che è certo è che nel momento del bisogno si sta facendo appello alle qualità e alle capacità che hanno da sempre caratterizzato la nostra terra – genio, inventiva, abilità creativa e tecnica, determinazione e volontà indefessa, stoicismo e mercuriana, quando non levantina, attitudine al commercio –  e… meraviglia delle meraviglie… la ricetta funziona anche oggi, nella multipolare e variegata congiuntura della modernità.

Vengo al punto (sennò mi dicono che sono prolisso, logorroico, inconcludente, digressivo –  il che , per inciso, è vero… solo che mi disturba sentirmelo ripetere..):

Allora come la mettiamo con i propositi omicidi/suicidi che sembrano alimentare le scelte politiche delle nostre rispettabilissime classi governanti/governative?

Essì… perché non passa un giorno senza (dover) sentire, da uno qualsiasi dei media a disposizione, che hanno avuto qualche altra felice, e rovinosa, trovata per rendere la vita più complicata a tutti e per mandare il paese a farsi benedire. Se qualcuno ha la sfortunata inclinazione, come il sottoscritto, a seguire per esempio trasmissioni come ‘Presa Diretta’ e ‘Report’, si sarà sistematicamente imbattuto in casi che dimostrano come la politica e le scelte dei Poteri Forti riescono – con inde-Fessa puntualità – a mettere a repentaglio sistematicamente, quando non a vanificare tragicamente, gli sforzi ed i propositi di innumerevoli eccellenze in ‘nuce’ o in crescita. La casistica è purtroppo ampia e variegata: leggi che cambiano ogni due per tre, normative instabili e tenute a frollare nelle camere decisionali ad libitum, decisioni urgenti rimandate di continuo alle Calende Greche…

E in questo guazzabuglio rischiano di perdersi e di soffocare quelli che potrebbero davvero salvare il ‘DERETAN’  a tutti..mi si perdoni il francesismo.. pure alle classi governanti/ governative.

Devo citare, tanto per gradire, costruttori di pannelli solari di ultima generazione schiacciati da normative assurde ed obsolete? Brillanti (in tutti i sensi)  ricercatori  con idee dai potenziali profitti milionari tenuti al sub lavoro coatto, mal riconosciuto e malpagato da rutilanti ingegni dell’Accademia Nazionale? Aziende che potrebbero essere floride e fiorenti e invece sfioriscono perché non ricevono pagamenti in tempo utile, quando non li ricevono affatto? Imprenditori e persone ‘comuni’  in generale che sono costrette a reprimere gli impulsi omicidi a favore, purtroppo, di quelli suicidi, e magari per 1300 euro di debito, a causa di Banche che stringono i cordoni pur ricevendo di continuo foraggiamenti dalla mamma centrale, uno arriva al punto di togliersi dal mondo piuttosto che continuare a subire manovre e manovrine, provvedimenti ‘tira la cinghia’ per molti ma non per tutti, ‘lacrime e sangue’ sempre da addebitare ai soliti noti e mai agli insoliti ignoti, per non dire agli insolenti idioti…

E questo lo dico nonostante i propositi che mi animano nei tempi più recenti, volti a cercare (di guardare) un ‘quadro più vasto’, a intendere ogni avvenimento sotto una prospettiva spirituale ed evolutiva (per chi si sentisse pronto a compiere un balzo di consapevolezza, rimando a Raffaele Morelli e Salvatore Brizzi, due degli autori che mi stanno accompagnando in questo momento della mia vita… ). Anzi, forse è da uno sguardo trasformato che nasce insopprimibile l’esigenza di dar conto di una sensazione, di condividere con altri il proprio animo, di dare voce a un sentire comune.

Per questo a tutti voi, amici di Terronia, sento il bisogno di esprimere ancora gratitudine per la vostra presenza attiva, ormai quasi ad un anno dalla nascita della nostra iniziativa. E gratitudine per la pazienza che molti – vicini e lontani – hanno nel sopportare le mie pervicaci inclinazioni polemiche, la vena scrittoria astrusa e arzigogolata, e la discontinuità di getto della musa della tastiera.

Tornando all’argomento, e allargando il campo, credo che questo sia/sarà un anno cruciale per l’intero pianeta. Io sono tra quelli che credono nei Cicli Evolutivi dell’Universo, e che ci si trova nel punto di passaggio verso un nuovo paradigma dell’umanità a venire, contraddistinto dall’entrata in crisi di sistemi che hanno fatto il loro tempo, e da una radicale trasformazione che si ripercuoterà sul nostro modo di intendere tutti gli aspetti della vita. Una fine ed un inizio, non senza scuotimenti anche massicci, ma misteriosamente necessari alla nostra crescita. Ognuno crede in/a quello che gli pare…

Per questo a mio avviso stiamo vivendo un’età di transizione, contraddistinta da fenomeni eterogenei e apparentemente contraddittori, da nascite e distruzioni, ascese e declini. E da una progressiva, inarrestabile e vorticosa accelerazione di tutti gli aspetti, i settori, i campi della nostra vita. Abbiamo imboccato l’Autostrada della Trasformazione  – e, come immaginabile, ci sarà da pagare un pedaggio …

In questi frangenti è – e sarà –  utile saper sopportare le difficoltà e gli ostacoli, cosa a cui, qui, tanto siamo ormai abituati. Ma è anche vero che fidando in quelle capacità, cui ho fatto riferimento all’inizio, credo saremo in grado di avere una splendida occasione per mettere finalmente un’ipoteca positiva sul nostro futuro. Credo che le nostre abilità ci torneranno immensamente utili ora che si sta mettendo in discussione l’intero assetto della nostra società, e che la Storia sta dando un altro giro di vite, a modo suo, alle cose del mondo.

Avvezzi alle contrarietà, alla sofferenza e alle difficoltà, noi meridionali abbiamo quella marcia in più da innestare nella salita che si sta facendo sempre più impervia, e quell’asso nella manica da giocare ora che il gioco si sta facendo particolarmente complicato, e duro…vorrei osare un motto: ‘Ex Sfiga, Fortuna..’. ognuno lo intenda come meglio crede, è fatto apposta…la nostra eredità storica, pesante e scomodo fardello da portare, adesso si tramuta in strumento raffinato e arma acuminata con cui affrontare le sfide e dare risposte nuove. Possibile e auspicabile cogliere la potenzialità insita in questo, soprattutto se lo rapportiamo a quello che sta succedendo/per succedere oggi nel mondo.

Tanto per essere chiari: parlando di situazione internazionale, di mercato globale, di assi economici ed equilibri finanziari, concorrenza, crescita e decrescita, sarebbe (un gran …) bene riuscire ad inquadrare gli accadimenti con una prospettiva più precisa e consapevole possibile; ad esempio, non abbiamo possibilità di competizione su larga scala con realtà ferocemente emergenti come l’India o la Cina – paesi che hanno mercati di qualche miliardo di persone, mentre noi europei, mettendoci pure gli americani, tutti insieme non arriviamo ad un quarto del totale. Noi non gli interessiamo nemmeno come potenziali acquirenti, siamo vecchi e saturi, non sanno che farsene di noi..

Invece le nostre doti creative, la nostra artigianalità e la nostra arte, la cultura, la storia, le bellezze dei luoghi sono beni non deperibili (ma passibili di scempio e deturpazione, purtroppo..), ed in continua ascesa nelle quotazioni mondiali – e in particolare sarebbe meglio mettere a verbale una volta per tutte che la nostra Nazione vanta i più belli, e significativi, tra gli esempi in ogni campo menzionato. È quello a mio parere il repertorio da mettere in scena per tornare alla ribalta; quelle le risorse possibili per ricollocare al vertice non solo il sud, ma tutto il paese. Rivalutare il patrimonio culturale ed artistico, che inspiegabilmente viene lasciato a marcire e a crollare in silenzio; e ridare energia alle capacità creative che sono in grado di produrre risultati non imitabili, clonabili o replicabili altrove. Le risorse ci sono già, sono cospicue e potenti e non aspettano altro che avere un’occasione, che gli si liberi una corsia sulle strade intasate da scartoffie, clientelismi e ottusità di vario livello; basta potenziarle ed instradarle – le devi far solo respirare e annaffiare di tanto in tanto, come le piante, e vengono su da sole.. altro che Recessione, costi alle stelle, inflazione e diminuzione del potere d’acquisto. Bisogna ‘semplicemente’ riparametrare le ‘zucche’ e cambiare la solfa che qualcuno continua inusitatamente a propinare. Non c’è bisogno di mettere a soqquadro Mari –o- Monti … Qui c’è materiale da far volare il prodotto interno lordo, denominazione che piace tanto agli addetti di settore, e che non vuole dire un accidenti. La gente ‘comune’ lo sta già capendo o l’ha già capito. Aspettiamo che giunga all’orecchio anche a quelli che siglano le leggi, così se ne accorgono anche loro, o che finalmente arrivi una nuova generazione di idee e capacità, in grado di scalzare tutto il marciume e lo stantio che ancora aleggia in giro e che, insieme ai rifiuti urbani, se ne vadano pure i rifiuti ‘umani’ … detto nel senso di atteggiamento e perversione egoica, non riferito a soggetti individuali, altrimenti non si capisce il senso di tutto: è la mentalità di tutti che deve cambiare, quella di cui sono espressione le classi al potere; non l’atteggiamento dei politici, che fanno la stessa cosa che ogni essere umano compulso fa, a tutti i livelli della società e senza distinzione di ceto, sesso, cultura, appartenenza geografica o politica – ossia badare ai fatti propri … infischiandosene di quelle che sono le conseguenze che loro stessi, e i loro figli, e tutti gli altri dovranno patire per la scelleratezza delle scelte fatte.

Verrà il giorno (mi assumo la responsabilità personale di quello che dico) in cui ci renderemo conto che l’egoismo non è produttivo, e saremo pronti, e (ben) disposti, a rivoluzionare il nostro modo di essere e di agire, cambiando la realtà. È il meccanismo dell’evoluzione, né più … né meno. E non bisognerà aspettare tanto; sta già succedendo adesso …

Ad maiora

L’ Arcu(a)to…

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