Risposta di Vanessa Ferrero per la Ellemme Group alle lettere di protesta inviate in massa circa la fiction RAI su Crocco

Il lavoro di squadra, a quanto pare, funziona eccome… abbiamo inviato in massa tante di quelle mail da “svegliare” l’uditorio sulla nostra sensibilità al tema. E ci hanno risposto: ci accusano di aver voluto giudicare il “libro dalla copertina”, vale a dire il film prima ancora di vederlo… ma, in tutta onestà, valutando il comunicato stampa diffuso dalle testate locali, non avremmo potuto fare altrimenti. Infatti la stessa signora Ferrero ammette che il comunicato fosse sbagliato.

Vorrei glissare sulla considerazione circa le riprese “al sud” per dar lavoro ai “meridionali”… comunque, diamo il beneficio del dubbio che questo “megalitico” lavoro di sceneggiatura durato due anni sia accurato e, quantomeno, attendibile… che la RAI si sia decisa ad una “timida” apertura alla verità storica? Mah, sospiriamo speranzosi e fiduciosi…

Io direi che possiamo ritenerci soddisfatti, e che dobbiamo considerare una cosa oltremodo positiva: l’unione delle nostre voci fa davvero la forza… l’impeto di centinaia di mail che arrivano a bussare alla porta del signor Ferrero ha fatto effetto… è stato un segnale, se ci pensate bene: il segnale che i meridionali ed i meridionalisti hanno smesso di subire, e ora stanno all’erta. Un segnale anche di allarme: che ora stiano attenti alla demagogia che usano e a come la usano. I briganti del XXI secolo, armati di tastiere e carta e penna, ci sono, osservano… e si fanno sentire…

La lettera cita a giusta ragione il signor Rocco Biondi perchè egli è stato il reale primo promotore della protesta, di cui noi (e Terronia) siamo stati una eco propulsiva, ed autore della mail di protesta che abbiamo inoltrato. Al signor Biondi vanno i complimenti per lo spirito d’iniziativa e il grazie per averci, per così dire, dato il “La”.

 

LA LETTERA DI VANESSA FERRERO

Un grande cantautore meridionale, Rino Gaetano scrisse nella sua

canzone forse più riuscita, il verso “Mio fratello è figlio unico

perché non ha mai criticato un film senza prima vederlo”. Tutta la

troupe del film “Il Generale dei briganti” ha… ripensato a quelle

pungenti parole, leggendo le feroci accuse del signor Rocco Biondi

riguardo al lavoro di cui abbiamo da poco iniziato le riprese. Il

signor Biondi, certamente per amore riguardo la storia del meridione e

delle lotte portate avanti dai briganti, si scaglia contro il nostro

progetto, accusandoci di superficialità e ignoranza storica. Ma il

signor Biondi non solo non ha potuto vedere il film (dovrà aspettare

l’autunno, abbiamo appena iniziato a girare!!) ma non ha nemmeno letto

la sceneggiatura. Se lo avesse fatto avrebbe saputo che “Il generale

dei Briganti” è frutto di oltre due anni di lavoro molto intensi:

ricerca storica, documentazione storiografica iconografica e persino

merceologica, perché non solo le vicende narrate, ma anche costumi,

ambientazioni, acconciature, arredamenti ed ogni piccolo particolare

rispecchi le vicende narrate. Se chi si scaglia contro di noi avesse

letto il copione scritto con profonda cura da Paolo Poeti e Giovanna

Koch, saprebbe che raccontiamo le vicende di cui Crocco fu

protagonista, senza mai falsificare la storia, pur confezionando un

prodotto artistico e non un semplice documentario. Raccontiamo dunque

la delusione dei briganti per come andarono le cose dopo l’iniziale

patto stipulato con Garibaldi, come avremmo potuto fare altrimenti? Se

chi ci attacca avesse contezza del film che stiamo girando, saprebbe

che sull’immagine di una nave che porta lontano il valoroso Carmine

Crocco, si racconta della sua angusta fine nel carcere di

Portoferraio, nonché di come l’iniziale condanna a morte venne

furbescamente tramutata in ergastolo, così da rendere meno pericolosa

l’immagine eroica e simbolica di Crocco fra la sua gente. Vorremmo

rassicurare gli studiosi del brigantaggio, che il nostro lavoro

rispetta profondamente la storia del meridione italiano, e tenta di

raccontarne una parte (peraltro controversa e lunga) proprio nel

150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, per offrirla in prima

serata al pubblico di Rai Uno. Sarebbe bastato -prima di strepitare e

condannare il lavoro meticoloso e complesso di un gruppo produttivo ed

artistico italiano- chiamarci per chiedere lumi sulle inesattezze

lette in un comunicato stampa: avremmo rassicurato il signor Biondi e

tutti coloro i quali si sono inalberati, e fortemente preoccupati

senza averne ragione certa. Naturalmente dispiace anche a noi che per

un disguido (forse una sinossi trovata su altre fonti) sia comparso

sul sito dell’Apulia film Commission (il cui eccellente lavoro non

smetteremo mai di lodare) un comunicato stampa che non raccontava con

precisione il nostro film, ma ci dispiace anche (e ci lascia

perplessi) che oggi sia più facile avvitarsi in polemiche violente

anche quando esse non hanno nessun fondamento nella realtà. Amiamo il

meridione, caro signor Biondi, e abbiamo intenzione di far tutto

fuorché offenderlo!

 

Vorremmo a tal proposito sottolineare come la Ellemme group abbia

deciso ancora una volta di realizzare le riprese INTEGRALMENTE nel sud

Italia, dando così lavoro a tantissimi italiani (meridionali in

particolare), a differenza di altre produzioni che per risparmiare

girano in Argentina, in Portogallo o nei paesi dell’Est vicende che

narrano storie del nostro paese, paradossalmente “ricostruito”

altrove. Lavorare in Italia con lavoratori italiani è una scelta

precisa -e costosa- di cui andiamo orgogliosi. A tal proposito è

d’obbligo per noi ringraziare pubblicamente l’Apulia film Commission

per il contributo prezioso con cui supporta le produzioni che scelgono

il territorio e la manodopera locale. Siamo convinti che se la Puglia

è diventata un set così appetibile per chi fa cinema o televisione è

anche grazie al fondamentale aiuto di chi ha saputo valorizzarne le

potenzialità, come ha fatto e fa l’Apulia film Commission, che ci

aveva già dato una grande mano nel 2010, quando producemmo “Mia madre”

(altro film interamente girato in Italia), enorme successo di pubblico

e critica.

Riassumere una vita ricca come quella di Carmine Crocco e in due

sole puntate è molto difficile, ed è possibile che il nostro lavoro

potrà scontentare qualcuno, che non vi piacciano gli attori scelti, o

le scelte di regia. Ma vi preghiamo di vederlo -in autunno, quando

verrà trasmesso da Rai Uno- prima di applaudirci o fischiarci. Siamo

certi che anche Rino Gaetano approverebbe questa richiesta! Intanto

promettiamo di pubblicare entro domani un comunicato stampa che

riassuma REALMENTE il nostro film, sperando di avere incoraggiamenti,

critiche, consigli e quant’altro sul nostro lavoro.

 

La troupe di “Il generale dei briganti”;

La ELLEMME group

Vanessa Ferrero

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