Gli Ingentrificabili: Robert De Niro… visto da uno special guest d’eccezione, G. Girolamo

Diamo il benvenuto ad uno Special Guest d’eccezione, appena entrato a far parte della squadra terroniana… il fratello della brigantessa Angela, Giuseppe. Appassionato maniacale di cinema, mette le sue conoscenze (e la sua “lingua” tagliente…) al servizio di Terronia per curare una nuova rubrica dedicata alla Settima Arte, con un’attenzione particolare al cinema e gli artisti terroniani o a discendenti di emigranti terroniani… e la lista di nomi è folta!

Giuseppe ha deciso di iniziare partendo da Bob De Niro, un guru del cinema, pluripremiato: nato a New York il 17 agosto 1943, è stato attore, regista e produttore. Suo papà era italo-irlandese (i bisnonni di De Niro, Giovanni Di Niro e Angelina Mercurio, erano partiti da Ferrazzano (CB) nel 1890) sua mamma aveva origini inglesi, francesi, tedesche e olandesi. Cresciuto a Little Italy, e saltando le scuole superiori, si dette al cinema… coi risultati che sappiamo 🙂 Nel 2006 ha ottenuto, dopo averla specificamente richiesta, la cittadinanza italiana, che era propria dei suoi avi. Per maggiori info consultare: wikipedia – Robert De Niro

Ora godiamoci questo spassoso “De Niro visto da Giuseppe Girolamo”

Gli Ingentrificabili

Mentre gelido calava il disagio, come uno spesso strato di brina disceso su tutto l’Ariston a congelare i cuori e le menti, De Niro sorrise, fatalmente incredulo, passandosi una mano tra i capelli a verificare che fossero ancora lungi dal surgelamento. Possibile che non lo sapesse? Gianni Morandi lo guardava e sorrideva, attendendosi qualcosa, inebetito. Finché quello, già stanco e sul punto di andarsene, non si decise a ripetersi, pover’uomo incompreso:

Gentrified… – provò per l’ultima volta, sporgendosi sulla poltrona con la passione di chi scopre intraducibile un intero pezzo della sua vita – Come dite voi gentrified...?

Disposto ormai a tutto pur di portare all’italiana comprensione la sua umana esperienza, l’attore si costrinse a rispolverare ataviche conoscenze ormai dimenticate.

E muta, di fronte al mondo, lei era lì, con la bocca spalancata a ripetere, stupidamente, suoni a lei ignoti. E in quell’istante pensò a lui, al suo George, nascosto in un sottopassaggio, a schivare pianoforti, e a tentar di convincere se stesso e il mondo che Eli sa parlare l’inglese come una vera americana. L’unico a non esserne convinto sembrava essere De Niro, che continuava a guardarsi attorno, colmo di disappunto, temendo di veder spuntare da un momento all’altro Mr. Freeze, da dietro le quinte, con in mano il suo fucile lasermagnetocongelatore di gigatonica potenza.

E pensare che stava andando tutto meravigliosamente bene. Troppo infatti. Sembrava dovesse esserci addirittura spazio per un ultimo attimo magic moments, quando il simpatico Gianni aveva chiesto, mascherandosi da Freud:

– Com’è stata la tua infanzia a Little Italy?

E subito era cominciata la regressione. Trasportato di colpo nel passato, il sessantottenne De Niro si riscoprì bambino, a giocare per le strade con le biglie e le trottole di legno, ritrovando in quei ricordi l’amata giovinezza, la prima fidanzatina, i nonni di Ferrazzano, in Molise (come ci tenne a sottolineare la Canalis, che pure aveva studiato), le merendine rubate, i motorini distrutti, il dopoguerra, gli inizi con De Palma. Ricordi. Intraducibili momenti vissuti e mai più toccati. E all’improvviso la Canalis, ad interrompere il flusso di coscienza: – Is it different now?

– Yeah, now it’s different, it’s all… very gentrified

Tutto bene. Sennonché la Canalis (sua interprete – com’è giusto che sia, dati i trascorsi),  si limitò a sbrigare la faccenda con un semplice «oggi è totalmente cambiato… insomma è più aperto».

Fine del mondo conosciuto. Il tempo che si ferma. De Niro insiste sulla poltrona: «ho detto gentrified». La Canalis lo guarda, turbata. George non la contraddice mai dall’inglese all’italiano. De Niro s’arrampica sugli specchi, s’arrabatta, ardimentoso, tenta di spiegare che gentrified, da gentrification, altro non è che l’arrivo in massa di nuovi abitanti di più alto reddito, che prendono il posto degli abitanti originari, portando così al cambiamento sociale e alla perdita delle tradizioni culturali del luogo. Tutto questo in un solo cazzutissimo termine, che (a ragione) la Canalis non conosceva. Gentrified.

Alla fine si va avanti con una risata. Morandi, che è uomo saggio, rompe il ghiaccio con una battuta delle sue. De Niro sorride. È il disgelo che avanza. Ma nei suoi occhi c’è qualcosa di nuovo e tremendamente inquietante. La Canalis adesso è tranquilla. Ride persino. Non sa d’aver appena fatto un giro sul promontorio della paura. No. De Niro le sorride. Sembra felice. O quantomeno non la guarda più con quel suo feroce sguardo da raging bull. Eppure, un attimo prima di chiedergli se davvero gli piacciono le arachidi, la dolce Eli lo guarda un’ultima volta negli occhi, e ha come l’impressione che quegli occhi le dicano «Ma dici a me?».

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