24 maggio 2011: Lino Patruno e Maria Rosa Cutrufelli a Turi – “Ultimo Atto”

Parte terza: i turesi vanno a raccogliere le ciliegie…

Maggio è un mese speciale, a Turi.

Se venite a Turi nel mese di maggio, scoprite un paese che pare rianimato con un defibrillatore, dopo che è stato in coma per quasi 11 mesi… traffico da metropoli, crocchie di gente ad ogni angolo di strada…

Ma l’elemento più folkloristicamente caratteristico, è l’individuo che cogliete nel profondo atto di scrutare il cielo: se ne sta col naso all’in su, qualunque cosa faccia (chè, capirete, i suoi piedi conoscono a memoria le chianche del paese), con l’aria guardinga e ansiosa. Perchè a Turi tutti, dal sindaco all’operatore ecologico, dall’impiegato al farmacista, dall’insegnante al ripetente, dall’ex democristiano all’ex comunista, tutti hanno le ciliegie da raccogliere. Tutti quindi non fanno altro che chiedere e chiedersi spasmodicamente “Quanto hai fatto?”. Frase ambivalente, che sta ad indicare “peso” (aspetto ponderale della faccenda) e “prezzo” (aspetto fondamentale della faccenda).

Non esiste altro. Può crollare il mondo, il Papa potrebbe dichiarare decaduto il celibato sacerdotale, Berlusconi potrebbe dichiararsi gay, potrebbe esserci un terremoto nel paese vicino… ai turesi non gliene frega niente. Loro c’hanno le ciliegie cui pensare.

Ragion per cui giustamente eravamo lievemente preoccupati per l’affluenza alla serata Lino Patruno+Maria Rosa Cutrufelli, organizzata da Terronia+Presidio del Libro di Turi, alla libreria Eleutera (Turi, via Leopardi, 8). Ragion per cui restammo enormemente sorpresi e… lo dico: orgogliosamente sorpresi dell’inaudita affluenza.

Certo, la pubblicità non era mancata, e noi il nostro daffare ce l’eravamo ben dato: i manifesti, facebook, c’erano i ragazzi dell’ITC di Turi sollecitati dalla Prof. Compagnone, e molti membri della bistrattata Università della Terza Età, e c’erano i fedelissimi del Presidio, e la stampa locale (TuriWeb – La voce del paese, Fax, Il paese), e poi gli amici, i parenti, i simpatizzanti… insomma, nel momento di picco, nel mio minuscolo paese, c’erano poco meno di un centinaio di persone, alcune in piedi…

Un trionfo… della cultura. Della verità storica. Nell’introduzione ha aperto la serata Alina Laruccia, padrona di casa, poi Tony che ha presentato Terronia e noi briganti, poi io che ho introdotto il libro Fuoco del sud di Lino Patruno e l’autore… le verità scomode, su cui i libri di testo nicchiano (eufemismo).

Lino ha trasportato, allora, l’uditorio turese con la favella che gli è propria nell’universo mondo del meridionalismo: la verità storica; la campagna denigratoria, distruttrice e illusoria della Lega Nord; le verità sui soldi che vanno dal sud verso il nord; sugli incentivi statali truffaldinamente sfruttati al sud da aziende del nord; sulla disparità di salari, assicurazioni, infrastrutture, tra nord e sud… e come, su tutto questo, abbia gravato il modo scellerato in cui fu fatta questa benedetta Unità d’Italia… la presa in giro di dimensioni colossali che ha rappresentato, con l’unione di frontiere ma non di diritti, di tasse, ma non di spesa, di sfruttamento del territorio ma non di sviluppo. Poi il nostro video… “La storia sotto la storia” molta la commozione, e la nostra emozione: era ciò che volevamo, il motivo per cui il video è nato (visionabile sul sito o su youtube, link in pagina Video): parlare al cuore della gente, nord, sud, est, ovest… parlare a loro con le immagini, con la verità dei documenti, non le fanfaronate inutili e retoriche. Coi fatti. Questo fa piangere la gente… credo. Avevamo tanto… potevamo oggi essere il contrario di ciò che siamo… e il filo fu spezzato.

Ma ora basta fare i piagnoni. Ora pensiamo al presente e al futuro, in virtù di ciò che ci ha insegnato il passato. E’ ciò che fecero i briganti, che non si piegarono al sopruso, ma insorsero… la libertà sopra ogni cosa: questo è ciò che insegna La briganta, libro di Maria Rosa Cutrufelli magnifico, che racconta la vita brigantesca di una donna che decide di esprimere le sue scelte e pagarne le conseguenze, una femminista ante-litteram che rivendica il diritto alla vita e alla libertà… libro meraviglioso, che credo tutte le donne dovrebbero leggere… un inno a non scender mai a compromessi, quando questo costi la propria vita, libertà, e dignità.

I toni di Maria Rosa erano più pacati rispetto al fuoco indignato e appassionato di Lino, ma incisero ugualmente: la donna meridionale che ha cercato, dimostra, nella sua “briganta” che essa non è solo casa e chiesa, ma anche briganta, appunto… non solo la matrona dedita ai fornelli e a rendere impossibile la vita dei suoi familiari, com’è usuale pregiudizio (anche verso le donne africane). E’ pure la donna coraggio, la donna pronta a tutto pur di salvare i suoi diritti e quelli dei suoi cari…

Lina Sastri è la briganta in "Li chiamarono briganti", di P. Squitieri (1999)

A seguire, una mia presentazione del film di Pasquale Squitieri (Li chiamarono briganti), di alcuni retroscena non detti dell’Unità d’Italia (Cialdini il noto criminale di guerra, Fenestrelle, la Legge Pica…) e la proiezione delle scene in cui compare la briganta Lina Sastri.

Insomma… un trionfo. Di verità… le reazioni alla serata sono apparse promettenti: gente commossa e dubbiosa, continua a dirmi che forse ora qualche dubbio cel’ha sulla buona fede di quei benedetti Mille…

Forse è la volta buona che i meridionali si svegliano, e cominciano a pretendere la loro fetta di giustizia ed uguaglianza…

Questo è Terronia, questo noi facciamo: divulgare, discutere, scuotere coscienze, stimolare consapevolezze e dubbi… seminare amore per il sud. Questo noi facciamo, e ci crediamo.

I video della serata del 24 maggio è possibile visionarli (sono 4) tramite questo link; un grosso grazie a Mimmo Marazia per la loro realizzazione e per averceli messi a disposizione.

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