24 maggio Lino Patruno e Maria Rosa Cutrufelli a Turi, parte 2: Gramsci e Sant’Oronzo

Giunta al termine la straordinaria mattinata coi ragazzi di terza media della Scuola Stefano da Putignano a Putignano, ci si dà quel tipo di appuntamento al quale non si può dire di no: il pranzo.

Che la giornata fosse fuori dal comune avremmo dovuto intuirlo subito, appena arrivati a Polignano a Mare, dove, parcheggiata la macchina, nell’assolata piazzetta vediamo un tipico pugliese di mezz’età, intento nel riempire un paio di taniche alla fontanella comunale. Il signore vien da noi e ci dice: “Prima di andare dove state andando, fermatevi a vedere il Paradiso“. Io e Tony ci guardiamo perplessi: ci stiamo chiedendo se non sia un nuovissimo locale appena aperto di cui non sapevamo nulla… il signore, sorridendo ci dice “Sapete di che sto parlando?”. Spallucce. “Il mare!! il mare è il nostro paradiso!”. Salutato il simpatico bucolico folkloristico comunista polignanese, ci dirigiamo al luogo convenuto.

Nella paradisiaca cornice di Polignano a Mare, dunque,  sfila sotto i nostri nasi (alla Totò maniera, stile “Miseria e nobiltà“) il fior fiore del mare nostrano: carpacci sublimi, insalatine di mare, arditi accostamenti di purea di fave con frutti di mare, ravioloni ripieni di scorfano, servizio impeccabile… signori miei, Nero Wolfe in persona si sarebbe sradicato dalla sua poltrona su misura a New York pur di correre alla Trattoria della Nonna, alle spalle della Chiesa Matrice in piazza Vittorio Emanuele (non è possibile!!!! é ubiquitario!!! bisogna rimediare…) nel paese vecchio. Leccornie di un tal livello non ne ho mai mangiate… parola mia. Il tutto allietato da un Fiano locale, eccellente… eh! Eccellenze culinarie dalla Terronia.

Ora, sarà stato il vino? O lo scorfano che abbiamo spolpato fino all’ultima spina? Non lo so, fatto sta che la seconda tappa del giorno, il tour-turistico-turese, ha suscitato un’emozione a dir poco profonda. Andiamo per ordine… Turi di Bari è tristemente, ahimè, nota per due motivi essenzialmente: l’incarcerazione di Gramsci (nonchè anche di Sandro Pertini) e la grotta di Sant’Oronzo, non a caso patrono (oltre che di Lecce ed Ostuni anche) di Turi. Il tour dei segregati, potremmo chiamarlo.

Per visitare la cella di Gramsci, che prima del 24 maggio nessuno di noi aveva visto, è stata necessaria la preventiva domanda alla direzione, corredata di dati anagrafici… è pur sempre un carcere, non una sede di villeggiatura! Questo lo preciso perchè, se a qualcuno venisse lo schiribizzo di visitarla, sappia che c’è una procedura da seguire. In anticamera si è parlato in generale dei detenuti, delle pene e della routine, delle attività lavorative e ricreative, o di recupero… pian piano siamo entrati in quel mondo invisibile e parallelo che è il mondo carcerario, e che a Turi in particolare a me, che sono turese, è sembrato particolarmente paradossale: dovete sapere che sul fianco destro del carcere, lungo la strada che appunto è stata intitolata ad Antonio Gramsci, c’è una villa comunale, dove le domeniche, i sabati ed in generale durante le feste e le belle sere d’estate, i ragazzi ed i turesi tutti si ritrovano a convegno per fare “i giri in villa”. Mai, e ripeto: mai, durante quei giri ho pensato a quei ragazzi, alcuni giovanissimi, più di me, che vivono là, reclusi, potendo sentire gli schiamazzi della festa, senza parteciparvi (le pene detentive dei detenuti di Turi sono mediamente lunghe). Un palazzo fantasma, che c’è ma non si vede, c’è ma è come se non ci fosse.

E lì, in quel palazzo fantasma che nel settecento era stato costruito per essere convento, dal 1927 al 1933 fu detenuto Antonio Gramsci, ideologo e intellettuale prima socialista poi comunista in Italia. D’origini sarde, si formò culturalmente e intellettualmente a Torino, dove iniziò l’attività ideologica e politica, anche fondando e dirigendo l’Unità. Gramsci era un uomo piccolino, con gli occhiali, volto gentile ma dagli occhi austeri, seri… se non avete mai letto le Lettere dal Carcere (edite da Einaudi) vi consiglio di farlo… leggerle e vedere dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, è stata una di quelle esperienze che si devono fare nella vita. Leggerete le parole intime e sincere di un uomo, un piccolo uomo italiano, morto per le sue idee. Mi ha commosso, tra le sue parole, il pudore con cui risparmiava le parole d’affetto per la moglie d’origini sovietiche, o per i figli (due, dei quali uno nato mentre era in carcere), per timore che gli altri (i censori) potessero spiare nel segreto del cuore di un uomo. Commuovono le sue parole quando suggerisce alla moglie di non vergognarsi di chiedere aiuto ad amici e parenti per andar avanti, giacchè non c’è nulla di disdicevole e disonorevole nel chiedere aiuto nel momento di estremo bisogno; quando racconta la sua incarcerazione a Roma… quando parla delle sue necessità, dei suoi pensieri di uomo…

Poi calchiamo la soglia, ed entriamo là, dove ha intravisto Turi dietro le sbarre, dove le scriveva quelle lettere, dove si è ammalato… il letto come era, la pavimentazione originale, la latrina in un angolo della stanza, con una tenda a paravento, il tavolino con la scodella… l’emozione provata è indicibile. Là un grande uomo è stato, ha sofferto, s’è consunto fino a spegnersi… nel corpo… perchè se c’è una cosa che a me pare evidente dalla lettura delle sue parole, è che mai lo spirito è stato piegato, la forza delle sue idee è stata più forte, il coraggio di crederci fino in fondo, di aver fiducia e speranza in esse… sembra incredibile, ora. Ha continuato a credere e a crederci, anche se era là da solo, in carcere, lontano dagli affetti e dalla sua casa…

Un uomo che dovrebbe tornarci in mente, quando pieni di sconforto, oggi, ci diciamo “non ce la faremo mai…”.

Noi una fiammella l’abbiamo deposta, sul davanzale della sua finestra con le sbarre, una piccola fiammella a ricordo, e gratitudine, per aver affrontato il martirio del giusto: quello per le proprie idee. Un piccolo sobrio rito, laddove i riti sono il sopravvivere ad un altro giorno senza libertà. Uscendo, è stato impossibile non pensare “Noi siamo entrati e stiamo uscendo… loro no”.

Grotta di Sant'Oronzo, sotto la Chiesa, Turi (Ba)

Il “segregati” tour si è poi concluso con la visita al cosiddetto “Cappellone” (mi ammazzeranno per aver scritto così… :-)) o Chiesa di Sant’Oronzo alla Grotta, chiesa del settecento sorta in seguito alla costruzione di una cappellina all’ingresso della grotta, (la quale, mediante opportuna attività ginnica, è possibile raggiungere sotto il piano della chiesa) nella quale la leggenda vuole che il santo, durante le sue peregrinazioni, si sia rifugiato e mediante un’apertura, su cui è stato costruito un pozzo, pare predicasse, anche. Sant’Oronzo, perseguitato dai romani al tempo di Nerone fu  poi arrestato nel leccese, martirizzato e quindi ucciso. La particolarità della grotta è che laddove era stato costruito un ridimentale altarino (precedente a quello poi impiantato nel settecento) sulla pavimentazione fanno bella mostra di sè 238 mattonelle maiolicate (14 x 17), ciascuna con una raffigurazione differente, che alcuni ritengono possa essere un messaggio cifrato di oscuro significato… quando ne sapremo di più (gli studi sono in corso) vi avvertiremo. 😛

Conclusosi il tour-turistico-turese sui Misteri di Turi (se Augias è a corto di idee per il prossimo best seller, gliene suggeriamo qualcuna noi…)… ci avviavamo alla preparazione per la serata… la serata del Fuoco del sud e della Briganta.

Una serata piena di sorprese…. alla prossima puntata. 🙂

fonti:

Antonio Gramsci – Lettere dal carcere, Einaudi (edizione 1977)

Buonaccino – D’Addiego, O – Labate, D. (2007), Sant’Oronzo. Storia di un culto, in Sulle Tracce. Alla ricerca della nostra Humanitas, n. 10, Centro studi di storia e cultura di Turi, Putignano, Vito Radio Editore. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...