24 maggio 2011 – Lino Patruno e Maria Rosa Cutrufelli… il risveglio del sud comincia.

Parte prima: Una mattina a scuola… ovvero, piccoli briganti pugliesi all’attacco! 😛

24 maggio 2011.

Finalmente arriva. Dopo giorni di organizzazioni e prove, e tipografie e pubblicizzazione… è arrivato.

C’è un po’ di fifa. La mattina, alle 10,00, abbiamo appuntamento alla scuola media Stefano Da Putignano (che qualche frettoloso sito web locale credeva fosse il protagonista dell’evento – cioè il tal Stefano da Putignano, il quale, a meno che non si faccia una seduta spiritica, non credo verrà a trovarci… :-P) a Putignano appunto, dove Lino Patruno e Maria Rosa Cutrufelli presenteranno i loro libri (“Fuoco del sud” e “La briganta” rispettivamente), che sono lo spunto per una riflessione più ampia. Su di noi. Sul sud.

Ecco la fifa: non sappiamo che “aria” troveremo. I ragazzi di terza media saranno abbastanza pazienti e attenti, o… come è giusto pretendere dalla loro età, faranno caciara?

Qualcuno si chiederà: perchè la scuola? Non era già sufficiente (e sufficientemente stressante) organizzare la serata a Turi?

La scuola: noi ci tenevamo particolarmente che invece ci fosse un incontro a scuola. Soprattutto a scuola. Conosciuto alcune settimane fa Lino Patruno ed il suo libro, noi di Terronia eravamo andati in pellegrinaggio alla libreria Eleutera di Alina (che coordina il Presidio del Libro di Turi, col quale abbiamo collaborato) la quale invece conosceva Maria Rosa Cutrufelli ed il suo libro. Ci siam scambiati i libri, e l’idea è partita: doppia presentazione, romanzo+saggio, per far riflettere su questi 150 anni di cosiddetta Unità d’Italia (che noi terroniani non crediamo sia mai stata fatta, e che in realtà si tratti di due paesi che ipocriti fanno finta di essere uno, credo si sia già capito…). Noi volevamo fortemente che se ne parlasse nelle scuole, perchè il fine lavoro di disinformazione e mistificazione è lì che ha inizio…

Purtroppo eravamo forse in ritardo (o forse non beneaccetti?) per le scuole turesi… ma ecco che all’improvviso ci si apre la possibilità di Putignano.

Il sole picchia, dopo giorni di pioggia, sulla strada per Putignano. Entriamo nella scuola… Lino resta abbagliato dalla modernità della struttura, noi dalla simpatia e disponibilità della splendida preside, Ornella Senesi… presentazioni, sala teatro, prove tecniche per i video… si comincia: Lino deve cambiare registro e stile rispetto alle presentazioni “per adulti”, ma riesce a stabilire un’efficace comunicazione con questi giovanissimi pugliesi di domani… parla del Trota con la faccia di tonno, delle gabbie salariali, dell’emigrazione, delle ingiustizie che da 150 anni dobbiamo mandar giù… i ragazzi ridono, rispondono, fanno partire applausi spontanei. In una parola: sono straordinari. Attenti, interessanti, gli occhi vispi…

Poi la parola va alla signora Cutrufelli: di una rara delicatezza, che compendia il “fuoco” di Lino, sceglie le parole più giuste per raccontare la ricerca della sua briganta, e spiega che la sua è una “finta storia vera”, cioè una finzione scenica basata su fatti, date, battute reali. Racconta di come aveva trovato nel Fondo sul brigantaggio degli Archivi di Stato (l’unico ad averli studiati a fondo è stato il Molfese), tra gli atti processuali alle brigantesse questa straordinaria espressione “Non sono donna di brigante, sono briganta”. La rivendicazione di un diritto alla scelta, alla consapevolezza, inconcepibile per il nemico, impensabile per l’ottocento: la libertà che veniva prima di tutto, anche della vita e dell’onore.

La fifa ormai è volata via… anche Alina sorride soddisfatta… finalmente il video parte. Prima la briganta Lina Sastri in “Li chiamarono Briganti”, poi il nostro video, “La storia sotto la storia”. Un successone… i ragazzi guardavano rapiti, e subito dopo fioccavano le domande… domande mica da ridere: cosa possiamo fare per far rifiorire il sud? Cosa ne pensate dello scandalo della sanità in Puglia?

Tony correva da una parte all’altra della platea facendo il valletto, e insieme a me interveniva raccontando a quei ragazzi, come può cambiare il modo di vederci meridionali, e di vedere i nostri paesi, la nostra terra scoprendo la vera storia che ha dovuto subire; quanto ingiusto sia il sistema perverso dell’emigrazione, emigrazione non per scelta ma per forza… è facile, troppo facile dire “com’è bello vivere a Milano, Bologna, Roma…”. Difficile è restare, difficile è cercare di cavare qualcosa di buono dalla nostra bellissima, generosa, ma sfortunata terra…

Pensare non più che siamo nati nella parte sbagliata del Paese, ma in quella che più ha le potenzialità, misteriose e imprevedibili, per diventare una terra feconda, ricca, all’avanguardia. Basta riacquistare fiducia, riscoprire che siamo stati primi in innumerevoli cose… che l’infamante definizione di qualunque dizionario della lingua italiana di “borbonico” come retrivo, arretrato, ingarbugliato, lento e faraginoso è il frutto della “costruzione” del pregiudizio antimeridionale. Del potere della mente sui fatti: se tutti pensiamo che il sud sia perduto, e che le cose sono atavicamente così da sempre, il sud davvero è perduto. Ma se si comincia con la piccola rivoluzione intellettuale, interiore, quasi onirica, che noi siamo il sud, e siamo pieni di vita, di idee, di voglia di fare, di entusiasmo, dei profumi e dei sapori del sud, se cominciamo a pensare che il sud ha fonti di sviluppo ancora inesplorate e che possono riportarlo ai fasti del passato… che non siamo MAI stati terroni, ma lo siamo diventati a furia di sentire che lo fossimo, e a furia di subire passivamente ingiustizie inaudite… si fa strada il pensiero che il sud si può salvare. Il sud già comincia ad essere salvato nel momento stesso in cui la fiammella prende corpo nel petto.

Perciò volevamo andare nelle scuole, portare Lino e Maria Rosa a dir loro la verità nascosta sulle loro origini, seminare la speranza. Che a noi, a quell’età, è mancata.

Buona fortuna ragazzi: come disse Tony, non dimenticate mai i vostri sogni, anche se vi diranno di metterli da parte perchè sono impossibili o improbabili da realizzare, non cedete, non credete: il sud siete voi con i vostri sogni.

Grazie ragazzi per essere stati così genuini… grazie, perchè voi potete, insieme a noi, salvare il sud.

La splendida mattinata di Putignano è stata possibile anche grazie alla collaborazione col Presidio del Libro di Putignano nella persona dell’Avv. Giuseppe Bianco e di Marcello Trisolini per l’Associazione Culturale FESTINA LENTE – JUNTO a cui mandiamo un grosso grosso abbraccio e grazie, per la bellissima opportunità offertaci… di svegliare il fuoco del sud in piccoli briganti e brigante di domani! 🙂

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