Terronia: la rivincita

È il giorno dopo l’incontro con il giornalista/scrittore Lino Patruno (autore di ‘Fuoco del Sud’, che caldamente consiglio di leggere..) e l’attore Luigi Angiuli, in occasione del convegno “La giornata della consapevolezza” tenutosi all’Ateneo di Bari. Un incontro denso. Un incontro che mi ha fatto pensare. A parte l’esperienza -illuminante e pregna di ispirazioni- del confronto con gli autori (mi sono trovato di fronte /ad/ un Patruno disponibile, attento, preparato, agguerritissimo e propositivo e /ad/ un Angiuli intenso e pronto a cogliere nel segno ad ogni occasione…) è stato il confronto con altri intervenuti a farmi riflettere. Mi sono reso conto che, come dice Lino (che, a quanto pare,  detesta i formalismi e mi/ci ha da subito invitati a darci del tu, anche perché, cito testualmente: ‘siamo tra briganti’..), c’è un vero e proprio ‘Fuoco’ che sta divampando nel Meridione e nei Meridionali in questo momento; un fuoco di rivalsa, una sete a lungo sopportata di verità e una fame pervicace di giustizia; un desiderio impellente, irrinunciabile e a malapena contenibile, di riscoprire la propria dignità, identità e dimensione esistenziale.

È un fuoco vero e proprio e come ogni fiamma che si rispetti..brucia. infatti non mancano le occasioni in cui il dibattito si accende, come in alcuni momenti si è acceso ieri. Siamo tutti ipersensibili a certi temi, pronti a misurare ogni parola, a pesarne spietatamente le implicazioni che vi leggiamo, a reagire ad ogni provocazione. Basta- a volte-  una parola detta male, un termine ambiguo, per scatenare il putiferio. È umano. È comprensibile. È –forse- inevitabile. E.. non (ci) aiuta..

Non sarò certo io a negare il valore della dialettica e del confronto, ma ho visto sorgere dispute che si sfilacciavano in un interminabile stillicidio di ‘se’ e ‘ma’.. d’altro canto a certe domande è veramente difficile dare una risposta e certi temi meritano -e necessitano di- approfondimenti ben più complessi e di strumenti che forse ancora non abbiamo. È vero che così si mettono sul tavolo temi scottanti e si dà finalmente voce ai torti subiti- individuali e collettivi- ma è anche vero che se ci impegoliamo in discussioni infinite tra noi non verremo a capo degli aspetti cruciali della questione, disperdendo tempo ed energie che troverebbero una migliore collocazione e miglior utilizzo, a mio modesto parere, cercando invece un punto unificatore. Tra l’altro, così facendo – restando divisi e polemizzando tra noi-, facciamo il gioco di chi vuole esattamente questo. E non mi pare proprio il caso….

In questo momento è normale che ognuno tenti di proteggere gelosamente il frutto ancora acerbo, il germoglio che è sbocciato dentro di lui per permettergli di crescere. Però così si rischia di imbarcarsi in furiose polemiche dovute, per quel che ho avuto modo di osservare, più a diatribe di ordine terminologico e al peso semantico attribuito a qualche termine..

O all’interpretazione ‘corretta’ di un determinato fatto storico (politico, sociale, economico..) o alla presunta o effettiva veridicità dei tanto famosi e decantati ‘dati’…

La sofferenza a lungo portata e fermentata nel cuore straripa e fuoriesce spesso come un fiume in piena, spesso e si incanala nelle forme di un sentito, veemente e perentorio J’accuse..

A tal proposito, se me lo permettete, Vorrei potervi dire/e chiedere – qual-cosa..

Oggi abbiamo un’occasione straordinaria; un’occasione che a tanti altri è mancata (mi riferisco ai miei/vostri genitori, per cominciare, e a tutti coloro che sono/hanno vissuti/o portando sulle spalle e nella pancia un peso sconosciuto, senza nome.. condannati a scontarne le conseguenze e a viverne le implicazioni senza sospetto- possibilità -ipotesi alcuna di riscatto…).

Oggi abbiamo la possibilità di sapere. E sapere vuol –e può voler- dire agire di conseguenza. È una possibilità, una responsabilità e per certi versi un dovere, verso noi stessi e verso i nostri predecessori.  Abbiamo l’occasione di riscattare un intero popolo e un’intera terra. Non lasciamocela sfuggire..

Capisco l’atteggiamento dei singoli, ma se ci si sofferma su questi punti si rischia di perdere di vista il quadro generale, la prospettiva d’insieme..

Vi chiedo, per il momento, di soprassedere ai particolarismi, alle inesattezze, alle imprecisioni -volute o no-, a qualche parola magari un po’ fuori posto.

Vi chiedo pazienza ed abnegazione, e so che è difficile… verrà il tempo di approfondire ogni cosa. Chi ha sete di giustizia verrà placato. Chi ha fame di verità sarà sazio. Chi adotta toni messianici come il sottoscritto si dovrà dare una regolata…

Vi chiedo oggi di unirci tutti in un movimento unico, e di costituire un fronte compatto. Non propongo uniformità, ma coordinazione. In questo modo possiamo raggiungere, in tempi molto più brevi di quelli che molti si aspettano, una rilevanza importante, nazionale e forse internazionale- CONDIZIONE NECESSARIA E SUFFICIENTE PER FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE E POTER PRENDERE PARTE ATTIVA AI PROCESSI DECISIONALI CHE CI RIGUARDANO, RIPRENDENDO IN MANO LE REDINI DELLA NOSTRA TERRA, e non credo di esagerare in questo. Se pensate a quanti Meridionali abitano ancora il mondo, quanti hanno, più o meno lontane, radici comuni.

Vorrei (poter) usare l’espressione e la voce di Totò- Grande tra i Grandi- nel dirvi: ‘Meridionali di tutto il mondo, Uniamoci…’

Uniti possiamo crescere e gettare le basi di una vera e propria rinascita del Sud, che è quello che innegabilmente tutti noi desideriamo, la nostra a/i-spirazione comune.

Per questo credo che valga la pena di rimandare a dopo/tempo debito alcuni punti del programma. In nome di un obiettivo comune. Col tempo le cose, lo dico per esperienza, divengono più chiare e, con il tempo giusto per metabolizzare le informazioni e le proprie reazioni emotive, i nodi si sciolgono..

Quello che non deve sciogliersi è il ‘Fuoco’ che ci spinge e ci sta infervorando oggi; io mi auguro che condividiate questa prospettiva e che il tessuto di contatti e di persone che si sta creando in questo momento continui a crescere con uguale, e maggiore, intensità.

Abbiamo, sebbene in forme e misure diverse, subito la stessa sorte e condividiamo lo stesso destino.

E insieme lo stiamo capendo…

Un signore molto gentile ieri mi ha fatto notare –riferendosi ai fatti del 1860- che, alla fine, ‘abbiamo perso la guerra’..

(il mio primo pensiero è stato: ‘guerra?’ -la chiamiamo così quella meraviglia, quegli atti e modi che ci hanno ridotti alla miseria..non ci sono epiteti più appropriati e calzanti?)

Per non indulgere in toni truci, direi che abbiamo perso una Partita con la Storia. Succede, per quanto terribile. La Storia è un avversario forte, imprevedibile e bellicoso. Che spesso sa prevaricare con imperioso disprezzo ed infliggere sconfitte cocenti e crude. È il suo modo per insegnare agli uomini, gente ostile ed ostinata, recalcitrante e dura di comprendonio (è una espressione che uso spesso…)

L’Andata è andata..(!) ..com’è..andata….

Oggi però è cominciato il Girone di Ritorno. La nostra squadra è fresca e nuova e motivata; abbiamo tecniche nuove e strategie di gioco più efficaci. La Storia stiamo imparando a conoscerla e a non sottovalutarla. Non vorrete mica farvi fregare una seconda volta? Io, di sicuro, NO! Oggi- se giochiamo insieme ed uniti, in una squadra- possiamo farcela. Oggi ci ri-prendiamo la Rivincita…….

Il Bastio/a-n Contrari(at)o, aspirante Allena-tori… 

(ovvero Tony Capurso)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...